Arturo inchioda uno degli aggressori: «Mi disse: ti devo uccidere»

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di Leandro Del Gaudio

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Non ha avuto dubbi ad indicarlo come quello che ha dato inizio all'aggressione. E lo ha fatto sulla scorta di due particolari: gli occhi azzurri e il timbro della voce. Sono questi due tasselli, che spingono Arturo a non avere esitazioni e a puntare l'indice contro G.P., sedici anni compiuti, come il responsabile dell'aggressione subita lo scorso 18 dicembre, lungo via Foria.

Una possibile svolta, che consente di far scattare l'ordine di arresto a carico del secondo dei quattro esponenti del branco di via Foria e di via San Carlo all'Arena.

Dopo l'arresto di F.P.C., dello scorso 24 dicembre, un secondo minore finisce in manette, mentre resta ancora in valutazione la posizione di un giovane artigiano forte dell'alibi del «maestro» Ferrigno (era nella bottega dei decumani), e di F.L., altro under 18 iscritto nel registro degli indagati.

Come per F.P.C, noto con il nomignolo di «'o nano», anche per il 16enne arrestato ieri, ci sono le accuse di Arturo, la testimonianza della parte offesa, mai come in questo caso vittima ed «eroe» di un'inchiesta scandita da tanti silenzi e omertà. Ma chi è G.P.? Qual è il profilo del secondo soggetto finito in cella per il tentato omicidio di Arturo? È il più «noto» tra i ragazzini identificati sin dai primi passi delle indagini. Non è nuovo ad accuse di questo tipo, dal momento che il ragazzino ha al suo attivo una condanna a due anni e due mesi per una tentata rapina, che non si era mai tradotta nella permanenza in carcere.
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Mercoledì 7 Marzo 2018, 08:21 - Ultimo aggiornamento: 07-03-2018 14:55
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