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Arzano, il figlio del boss guida l'auto a 12 anni: multati i genitori

Domenica 26 Giugno 2022 di Marco Di Caterino
Arzano, il figlio del boss guida l'auto a 12 anni: multati i genitori

Ad appena dodici anni, lo scorso mese di aprile fu immortalato in un video ripreso con un telefonino mentre guidava una Smart per le strade di Arzano. Al fianco aveva un improbabile istruttore, un affilato al clan 167 di Arzano, che voleva compiacere il papà del ragazzino, figlio di un boss che conta e nipote di un pezzo da novanta della camorra.

La lezione di guida fu postata su TikTok e il video fu tra i più cliccati con centinaia di like e commenti dai toni positivi che rimarcavano che quel piccolo a dodici anni era già un uomo che seguiva le orme del papà. Un disastro educativo per questo ragazzino, vittima suo malgrado del ruolo da recitare. E tanti guai giudiziari per i genitori, per l'improvvisato istruttore di guida e persino per la proprietaria dell'auto, figlia di un boss attualmente in carcere per duplice omicidio.

Gli agenti della polizia municipale, diretta dal comandante Biagio Chiariello, finito sotto scorta dopo le minacce di morte ricevute dal clan 167 di Arzano, ieri mattina, insieme alle assistenti sociali del Comune, hanno notificato ai genitori del dodicenne verbali per circa 8.000 euro. La mamma del ragazzino è stata multata anche perchè, convocata al comando della polizia locale, giunse a bordo di una utilitaria che risultò sprovvista del collaudo. Altre pesanti sanzioni pecuniarie sono state contestate al giovane che era al fianco del ragazzino nella Smart, un 28enne già noto alle forze dell'ordine e conosciuto nell'ambiente criminale con il soprannome di «'o nano», preso in prestito da uno dei personaggi dell'ultima serie di Gomorra. Il 28enne è indagato anche per affidamento di un veicolo a un minorenne. Denunciata anche una donna di Arzano che, dagli accertamenti effettuati dagli agenti della municipale, è risultata l'intestataria del contratto di noleggio della Smart.

Video

Tutta la vicenda è stata racchiusa in un voluminoso rapporto inviato al Tribunale dei Minori per la valutazione e, nel caso, per gli opportuni provvedimenti di legge, che in alcuni casi simili hanno comportato l'allontanamento del minore dal suo contesto famigliare. Nel rapporto è anche finito un secondo video, postato manco a dirlo su TikTok, che vede protagonista oltre al dodicenne, altri suoi amici, ripresi seduti a mo' di detenuti nelle gabbie, mentre una voce fuori campo elenca nomi e cognomi di boss della mafia siciliana, seguiti dalla parola ergastolo. E allora nel campo di ripresa, entrano altri due ragazzini che prendono sotto braccia i condannati per portarli via. Al dodicenne è toccato interpretare il capo dei capi, Salvatore Riina. 

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