Arzano, la scuola «sgarrupata»
chiude per emergenza topi

Venerdì 11 Ottobre 2019 di Domenico Maglione
Mancano ancora i libri e la refezione ma non i topi negli istituti di Arzano: da ieri è chiuso il plesso Vincenzo Tiberio della scuola primaria e dell'infanzia di piazza dei Martiri, quella famosa per aver ispirato il best seller «Io speriamo che me la cavo» del maestro Marcello D'Orta, pubblicato nel 1990. Sgarrupata era e sgarrupata è rimasta, insomma. L'ordinanza del viceprefetto Maria Pia De Rosa, componente della triade commissariale che gestisce il Palazzo di città dopo lo scioglimento per camorra del consiglio comunale, è stata firmata per consentire la derattizzazione e la disinfestazione delle aule e degli spazi esterni, invasi dai roditori. «Il provvedimento è stato disposto per evitare pericoli di natura igienico-sanitaria per gli alunni e il personale scolastico ma, a fini cautelativi, anche per garantire la sicurezza e la pubblica incolumità degli utenti», si legge nel dispositivo firmato in seguito anche a un sopralluogo di tecnici e personale sanitario del dipartimento di prevenzione, ufficio igiene e sanità pubblica, dell'Asl Napoli 2 Nord.

 

LA RIVOLTA
Mamme, intanto, in allarme. «Si va sempre peggio e più in basso: qui c'è sporcizia e degrado dappertutto. La scuola? Forse è più giusto considerare le precarie condizioni igieniche dell'intero quartiere e, meglio ancora, di tutta la città alle prese con un'emergenza rifiuti senza fine», scrive sui social un genitore. Ma qualcuno fa notare anche come incida, accanto a carenze croniche di gestione del servizio di raccolta rifiuti, l'inciviltà di molti che contribuisce a creare una situazione di grave deterioramento ambientale e di scarsa pulizia del territorio che sicuramente favorisce anche la proliferazione di ratti. L'avvisaglia che segnalava la presenza di qualche roditore ospite sgradito nelle aule della scuola di piazza dei Martiri si era avuta nei giorni scorsi, quando più di una persona aveva notato escrementi sospetti in alcuni locali dell'edificio scolastico. Ma la certezza è sopraggiunta quando si è materializzato alla vista degli stessi operatori scolastici un topolino che, vistosi scoperto, cercava di guadagnare un sicuro rifugio scappando da un lato all'altro dell'edificio. A questo punto è scattato l'allarme e la richiesta di una verifica da parte dei sanitari che, avendo constatato il problema, hanno disposto così la pulizia e la derattizzazione degli ambienti.
LE DIFFICOLTÀ
Una decisione, quella di chiudere la scuola, che non piace ovviamente ai genitori già alle prese dall'inizio dell'anno scolastico, ormai un mese fa, con una serie di difficoltà che ostacolano il normale andamento delle lezioni. I ragazzi delle primarie, infatti, sono ancora senza cedole librarie e pure la refezione resta, al momento, al palo. Una nutrita delegazione di mamme è stata ricevuta, martedì scorso, dal segretario generale dell'ente di piazza Raffaele Cimmino, il quale ha garantito che entro breve la situazione sarà sbloccata. Entro una settimana le cedole librarie dovrebbero arrivare e anche per la refezione si stanno studiando soluzioni che possano evitare altri lunghi ritardi in una città che ormai da anni di fatto viaggia praticamente con il freno a mano tirato. Pesano probabilmente i tre scioglimenti consecutivi del consiglio comunale per camorra, perchè finiscono inevitabilmente per bloccare ogni tipo di programmazione e iniziative che possano rilanciare il territorio e con esso le scuole, alle prese con una serie di problemi strutturali e funzionali. La scuola di via don De Rosa ha aperto solo dopo un anno a causa di infiltrazioni di acqua dalla copertura mentre quella di via Sette Re è chiusa da anni per problemi strutturali, pur essendo non proprio una delle prime scuole realizzate in città. Al suo posto c'è chi pensa di realizzare una piazza e servizi per il megarione nato a partire dagli anni Settanta. Ma c'è anche chi punta a recuperarla per destinarla a biblioteca comunale o ad altro utilizzo sempre per fini culturali e formativi. Intanto, in attesa di una nuova e migliore progettualità del settore, l'unica cosa certa oggi è che bisogna adoperarsi per fornire al più presto i libri alle primarie, garantire la refezione a chi ne ha diritto e debellare dalle aule i topi che rappresentano un ulteriore indice di degrado per l'intera comunità.
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