Arzano zona rossa: 300 contagi, non si entra e non si esce più

Mercoledì 21 Ottobre 2020 di Domenico Maglione

Non si esce e non si entra più dalla città se non per motivati e documentati motivi: Arzano diventa, da oggi, zona rossa. Ieri, poco prima di mezzanotte, l'ordinanza De Luca. Per dirla in breve, il mini lockdown decretato dai commissari prefettizi e scattato qualche giorno fa con la chiusura degli esercizi commerciali è diventato ora, per iniziativa del governatore De Luca, assoluto e totale. In cosa consiste l'ordinanza De Luca? Ecco i punti: «Divieto di allontanamento dal territorio comunale da parte di tutte le persone residenti; divieto di accesso nel territorio comunale; sospensione delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l'erogazione dei servizi essenziali; sospensione delle attività commerciali e produttive, comprese le attività di ristorazione (bar, ristoranti, pasticcerie, pub, e simili), salvo che in modalità di consegna a domicilio, fatta eccezione per soli i servizi alla persona ed attività connesse all'approvvigionamento di beni e servizi di prima necessità.

 

È fatta salva la possibilità di transito in ingresso ed in uscita dal territorio comunale di Arzano da parte degli operatori sanitari e socio-sanitari, del personale impegnato nei controlli e nell'assistenza alle attività relative all'emergenza e quelle strettamente strumentali alle stesse, limitatamente alle presenze che risultino strettamente indispensabili allo svolgimento di dette attività e a quelle di pulizia e sanificazione dei relativi locali e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione individuale. Al di fuori delle ipotesi sopra menzionate, non è consentita l'uscita dal territorio comunale per lo svolgimento di attività lavorativa. È disposta la chiusura delle strade secondarie, come individuate dal Comune sentita la Prefettura competente. La ASL competente, d'intesa ove necessario con l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, assicurano la sollecita effettuazione di screening, dando comunicazione dei relativi esiti all'Unità di Crisi regionale per le conseguenti valutazioni ed eventuali determinazioni di competenza».

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Risposta ulteriore alla inarrestabile crescita esponenziale di contagi da Sars CoV2, che rafforza il primato cittadino di comune a più alto indice di infetti dell'intero circondario a nord di Napoli. L'ultimo comunicato ufficiale parla di 300 contagiati: i focolai maggiori che hanno determinato l'impennata di casi sarebbero stati individuati in una fabbrica, in un luogo di culto e, ovviamente, tra i giovanissimi. «Il provvedimento del governatore ha sicuramente più senso rispetto a quello attuato nei giorni scorsi, e che di fatto sembrava penalizzare soltanto i commercianti locali senza peraltro nulla togliere agli spostamenti indiscriminati e spesso inutili di tanti residenti», commenta Armando Silvestro, direttore del mensile della comunità parrocchiale Sant'Agrippino: «Ora non resta che valutare l'efficacia dell'atto e sperare che la curva dei contagi possa decrescere quanto prima». D'altra parte da giorni si lamentava il paradosso per cui i residenti, cui era vietato fare compere in paese, si spostavano liberamente nei centri limitrofi. 

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Ora in tanti parlano di soluzione decisiva, ma probabilmente nemmeno questa basterà se non ci sarà il rispetto pedissequo e scrupoloso delle regole antiCovid: «Una stretta totale e seria - dice Michele Silvestro, giovane ricercatore universitario - era quello che probabilmente ci voleva per frenare i contagi ma ci auguriamo che questa ennesima chiusura possa insegnare finalmente qualcosa ai più indisciplinati». «Ci vogliono controlli, asfissianti e severi», afferma un esercente di via Napoli, uno di quelli che ha partecipato alla protesta, decisa e veemente, messa in atto in città contro la decisione del mini lockdown decretato la settimana scorsa dai commissari prefettizi che gestiscono l'ente locale dopo lo scioglimento del consiglio comunale per camorra.

«La decisione di chiudere gran parte degli esercizi commerciali è sbagliata da qualsiasi angolo la si giudichi. È un errore senza tanti giri di parole», sottolinea Giuseppe Mauro sui social interrogandosi sulla ratio di una mancata e contestuale chiusura dei confini. In tanti, infine, si aspettano l'invio di mezzi dell'Esercito, come già accaduto a Saviano, Mondragone, Ariano Irpino. 

Ultimo aggiornamento: 20:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA