Clan Ascione, il ritorno il figlio del boss regista del racket a Ercolano

di Dario Sautto

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«Stai facendo brutta figura con le persone sbagliate». Il figlio del boss ucciso nella faida di Ercolano stava riorganizzando il giro di estorsioni per il clan Ascione, puntando sul suo cognome «pesante» e sulla complicità di storici affiliati. È stato fissato il processo per i quattro uomini accusati dall'Antimafia di aver provato ad estorcere 20mila euro e un suv ad un commerciante di Torre del Greco in procinto di aprire un «compro oro» di Ercolano. A processo, con l'accusa di estorsione e tentata estorsione, reati aggravati dal metodo mafioso, ci sarà Michele Ascione, alias «'a jatta», il 37enne figlio del boss Mario, ucciso in un agguato di camorra per volere del capoclan rivale Giovanni Birra, all'epoca detenuto, che chiese la sua testa direttamente dall'aula bunker. Con lui, alla sbarra sono finiti i fratelli Gaetano e Giuseppe Vitagliano, 40 e 45 anni, e Roberto Acampora, 42 anni, tutti pregiudicati, ma fino a fine novembre a piede libero.
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Giovedì 14 Febbraio 2019, 10:02
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