Averno, una discarica nelle acque di Virgilio: il lago invaso dalla spazzatura

Martedì 21 Settembre 2021 di Nello Mazzone
Averno, una discarica nelle acque di Virgilio: il lago invaso dalla spazzatura


Le anatre e le folaghe che nuotano tra decine di cassette di plastica e pezzi di una tapparella, mentre un germano reale ha trovato riparo in una vecchia bicicletta abbandonata a pelo d'acqua tra tonnellate di alcinacci e altri rifiuti provenienti dagli scarti edili di qualche cantiere abusivo della zona. È la vergogna del lago d'Averno: la mitica porta degli inferi, cantata da Virgilio, trasformata in una discarica indegna e illegale di rifiuti speciali. E poi tubi di ferro, pezzi di una carrucola usata per l'edilizia e due sedie di legno. Uno sversatoio, nella parte nord del lago. A poche decine di metri dall'ingresso della cosiddetta Grotta della Sibilla: una grotta scavata nel tufo, nel primo secolo avanti Cristo, dal genio dell'architetto Cocceio per ordine del generale romano Marco Vipsanio Agrippa e oggi non più visitabile. La Storia affascinante e millenaria dell'antico Ade che diventa un presente infernale di un lago-pattumiera.


La denuncia, con tanto di immagini e filmati postati anche sui social network, arriva dal consigliere regionale di «Europa Verde» Francesco Emilio Borrelli e dal gruppo puteolano di «Europa Vede» con il commissario locale Gennaro Andreozzi, il membro del consiglio federale nazionale Vicente Migliucci e il consigliere comunale Enzo Pafundi. Acque del lago, spesso di colore salmastro per colpa della scarsa ossigenazione delle alghe, che ieri si presentavano pressochè cristalline restituendo l'immagine di un fondale degno di una discarica abusiva. Una cloaca immonda tra contenitori per gli ortaggi, le plastiche industriali, pezzi di rifiuti ingombranti e scarti edili. «Non è la prima volta che riceviamo segnalazioni di questo tipo riguardanti quella parte del lago e non è certo la prima volta che denunciamo dice Francesco Emilio Borrelli - Abbiamo allertato le autorità e richiesto degli interventi di bonifica, ma è altrettanto importante mettere fine al fenomeno degli sversamenti, che mettono a serio rischio l'ecosistema del lago, attraverso un nuovo sistema di monitoraggio della zona».


Si indaga, adesso, per trovare una traccia che possa portare agli autori di questa bomba ecologica nel secondo lago più vasto del cratere dei Campi Flegrei. Quasi mezzo chilometro quadrato di uno specchio d'acqua raccontato fin dall'antichità per le sue mefitiche esalazioni di gas che uccidevano gli uccelli, secondo la leggenda raccontata anche dagli autori classici latini. E tornato clamorosamente alla ribalta della cronaca nel 2010, quando la Direzione distrettuale antimafia di Napoli ne dispose il sequestro perché ritenuto nella disponibilità del clan dei Casalesi e del gruppo di fuoco guidato da Setola. Un lago mitico, che diventa indegna pattumiera. Nonostante vi siano anche dei fondi finanziari regionali per la pulizia e la bonifica dei laghi flegrei. «Chiediamo ora al Comune di Pozzuoli di farne richiesta per poter così intervenire sul lago d'Averno continua Borrelli - Si è pronti ad intervenire con i sommozzatori, che attendono solo l'ok dal Comune per poter comunicare le operazioni di rimozione dei rifiuti». Dal Comune di Pozzuoli, finora, nessun commento ufficiale ma è chiaro che adesso bisognerà intervenire per recuperare un'ecosistema che rischia di morire per sempre, rinnovando in chiave post-moderna e drammatica il mito dell'antico Ade.

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