Avvocati, solo test orali: 4mila praticanti in lizza

Domenica 28 Febbraio 2021 di Carlo Porcaro
Avvocati, solo test orali: 4mila praticanti in lizza

Gli esami di avvocato saranno soltanto in forma orale. Niente prove scritte, quindi, per i 4mila praticanti napoletani candidati ai test fissati per il 13, 14 e 15 aprile. La richiesta di una semplificazione era giunta al Ministero della Giustizia un anno fa proprio dal distretto partenopeo, tra i più interessati dall'esame. Nelle ultime ore, la novità: la nuova responsabile del Dicastero, Marta Cartabia, ha chiesto un parere al Comitato Tecnico Scientifico allo scopo di evitare l'affollamento (di fronte a 26mila candidati in tutta Italia nelle sedi individuate dalle Corti d'Appello). Quella di Napoli aveva già provveduto prenotando sei sale della Mostra d'Oltremare e tre in altri luoghi ampi garantendo gli otto metri quadrati per ogni singolo esaminando.

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LA DECISIONE
Ora è tutto saltato. Si faranno esclusivamente gli orali rafforzati, almeno questa è l'idea del Ministero della Giustizia i cui tecnici stanno studiando come sostanziare tale prova che verrà comunque verosimilmente svolta in modalità remota. Al Ministero è attivo un gruppo di studio proprio per valutare l'ipotesi di una prova orale, evitando così di far convergere migliaia di praticanti nello stesso posto per sostenere prove che in genere si svolgono nell'arco di una decina di ore. Per Antonio Tafuri, presidente dell'Ordine degli Avvocati di Napoli, la decisione non ancora ufficiale, ma solo ufficiosa è arrivata troppo tardi rispetto alle sollecitazioni. Anche perché manca appena un mese e mezzo alle prove, che a questo punto rischiano un ulteriore slittamento a maggio. «Nella Corte di Appello di Napoli si sono iscritti 4.006 candidati, un numero molto alto per i tempi che corrono in termini di pandemia ricostruisce Tafuri -. C'erano quindi grandi problemi logistici, per cui avevamo chiesto di dislocare le sedi di esame in senso decentrato facendo svolgere gli esami non più presso la Corte di Appello, ma in ogni Tribunale a seconda della residenza: così la gestione sarebbe stata più semplice, a Napoli ne sarebbero stati mille». Poi, come detto, la Corte di Appello ha prenotato sei padiglioni della Mostra d'Oltremare e altri tre spazi. «Si doveva decidere prima: l'esame scritto sarebbe opportuno, nel civile ma anche nel penale si redigono atti scritti quindi si tratta di competenze richieste poi nell'esercizio della professione. Il livellamento verso il basso, soltanto con gli orali, è un rischio», evidenzia il numero uno degli avvocati napoletani. Hanno espresso grande soddisfazione i diretti interessati. Claudia Majolo presidente nazionale dell'Unione praticanti avvocati si è battuta molto perché si tenessero esami in sicurezza, privilegiando la tutela della salute: «Abbiamo sottoposto agli organi competenti la nostra richiesta ormai un anno fa, una lotta che ora raccoglie i suoi frutti: ringraziamo il Ministro Cartabia per l'attenzione che ha subito voluto dimostrare».


LA SOLUZIONE
Vincenzo La Licata, vicepresidente Upa, sottolinea come l'eliminazione degli scritti fosse l'unica soluzione possibile: «Vediamo quale strumento normativo verrà scelto per derogare ad una legge nazionale, forse un decreto legge o un decreto ministeriale, e comunque si avrà un piccolo rinvio magari a fine maggio. Sin da subito avevamo individuato questa soluzione di un orale rafforzato in modalità remota, per avere così un esame in sicurezza come i maturandi o altre categorie. Rischio livellamento verso il basso? No, anzi, sarà molto più meritocratico», aggiunge. «L'ex ministro Bonafede non ha avuto il coraggio di trovare una soluzione: non ci voleva molto a confrontarsi con il Cts che è stato chiarissimo nell'evidenziare la possibilità di alto rischio per la salute dei commissari, dei candidati, delle forze dell'ordine e del personale che assiste alle prove», il commento di Cosimo Maria Ferri componente commissione Giustizia della Camera.

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