L'Ayatollah Khamenei impiccato a Napoli: l'opera provocatoria al Vomero

La mossa di Ruben D’Agostino: «La vignetta di Charlie Hebdo mi ha colpito molto e l’ho voluta tramutare in installazione»

L'Ayatollah Khamenei «impiccato» al Vomero Ruben D Agostino
L'Ayatollah Khamenei «impiccato» al Vomero Ruben D’Agostino
di Emiliano Caliendo
Mercoledì 25 Gennaio 2023, 16:04 - Ultimo agg. 26 Gennaio, 07:25
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Ruben D’Agostino colpisce ancora. Dai più descritto come “maestro d’arte civica”, già noto per le sue scorribande artistiche in città – dal cimitero degli alberi di Posillipo, alla galleria d’arte improvvisa(ta) sulle transenne che soffocavano il belvedere di San Martino – D’Agostino ha lasciato nuovamente il segno al Vomero, suo quartiere d’origine. E lo ha fatto attraverso un’installazione tridimensionale, chiamata “L’Altalena della Libertà”, nella piazzetta all’angolo tra via Enrico Petrella e la trafficatissima via Cilea. Si tratta di una sagoma dell’Ayatollah Khamenei impiccato ad un albero dello slargo, con il cappio in corda controbilanciato da un’altalena su cui siede un bambolotto femminile, che sta lì a simboleggiare la libertà perduta dal popolo iraniano a causa della feroce repressione del regime di Teheran. La raffigurazione del chierico sciita è stata ripresa da una vignetta del settimanale satirico francese Charlie Hebdo. Una scelta non casuale, spiega Ruben: «Quella vignetta mi colpì molto. L’ho tramutata per questo in installazione, un qualcosa di tridimensionale, che credo sia da monito nel rappresentare quella che è la volontà della maggior parte degli abitanti di questo pianeta. Ovvero che la libertà personale debba essere inviolabile».

Un messaggio universale quello dell’artista e designer napoletano che, partendo dalla situazione iraniana, vuole e può arrivare a chiunque. «La scelta – dice l’artista 42enne -  è caduta su questa piazzetta che è chiamata Largo Petrella: potrebbe essere una bellissima piazzetta, accogliente, ma essendoci le campane della raccolta differenziata, accompagnate da un degrado generalizzato, questo luogo è diventato per la maggior parte del tempo un ricettacolo d'immondizia e di rifiuti ingombranti. Questo dispiace. Per cui l’interesse è quello di accendere un riflettore sulla problematica e, al contempo, su tutto quello che sta accadendo in Iran. La volontà è quella di voler dare simbolicamente una speranza data dalla bellezza e dalla libertà, ultimamente negate a troppi essere umani».

E mentre dei bambini incuriositi si avvicinano all’altalena e al Khamenei impiccato, chiedendo di cosa si tratti ai propri genitori, è evidente che l’installazione farà sicuramente discutere. «Le immagini forti che contraddistinguono i miei lavori equivalgono a messaggi forti. Il tutto in un contesto in cui prevale una mancanza di attenzioni nei confronti del territorio. Unendo i due messaggi le persone si accorgono anche del degrado che avvolge i luoghi», afferma Ruben ai microfoni de Il Mattino. In effetti, dall’osservazione dell’opera è possibile cogliere i diversi piani di sensibilizzazione che l’autore ha inteso attribuire a questa. E guai a definirlo un semplice street-artist. 

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Un bel messaggio, quello di D’Agostino, le cui opere, del tutto autofinanziate, potrebbero essere in qualche modo valorizzate dall’amministrazione comunale e dalla Municipalità. «Io e l’avvocato Fabio Procaccini – racconta - facciamo queste azioni artistico-civiche, finanziandoci autonomamente, e senza alcun tipo di sponsorizzazione, a meno che non ci sia qualche privato che voglia supportarci». Infine, Ruben riserva un pensiero ai suoi colleghi iraniani che affrontano le difficoltà date dal vivere in un regime autoritario: «Credo che gli artisti iraniani facciano già qualcosa di straordinario. Che siano artisti o persone normali che agiscono da uomini e donne liberi, credo facciano già quello che pochi sulla faccia della terra hanno il coraggio di fare. L’artista iraniano cerca di esprimere la sua arte nonostante la repressione che c’è in quel paese. Spero che riescano a farlo senza mettere in pericolo la propria vita». Parola di Ruben D’Agostino, artista e maestro d’arte civica.

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