Babyboss, donne e social: ecco i nuovi clan, così la camorra si ringiovanisce

di Leandro Del Gaudio

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Avanzano i babyboss: sono la «linfa vitale» dei clan, sono violenti e pronti a tutto, non riconoscono le gerarchie e si rafforzano a vicenda usando i circuiti social. Già, i social: facebook, in primis, la loro piazza virtuale con cui costruire profili da boss. Salgono in cattedra le donne, quando i loro mariti sono in cella o latitanti. Napoli, Italia: il trend registrato da almeno cinque anni nella camorra del capoluogo partenopeo sembra aver contagiato anche strutture piramidali come la mafia e la ndrangheta. È quanto emerge dalla relazione semestrale (prima parte del 2018) scritta dalla Dia, che scatta una foto sulle evoluzioni criminali di piccole e grandi cosche delle aree metropolitane. Donne e minori in prima linea, ma anche professionisti e pezzi della borghesia cittadina in grado di flirtare con il circuito criminale, in vista di un'operazione cosmetica: così i clan si mimetizzano tra noi - avvertono gli investigatori - pensando alle indagini napoletane ma anche nel Casertano e nel Nolano. Per dirla con il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, in azione anche quelli che «usano l'indice non per sparare, ma per fare clic sul tasto di un computer e nascondere capitali illeciti».
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Giovedì 14 Febbraio 2019, 07:00
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