«Bagnoli, bonifica costosa e inutile ecco la soluzione»

Venerdì 2 Luglio 2021 di Valerio Esca
«Bagnoli, bonifica costosa e inutile ecco la soluzione»

«A Bagnoli la vegetazione ha già messo in sicurezza tutto. Se noi apriamo il parco e mettiamo una passerella di legno, i turisti americani che attraversano il parco temporaneo vedranno quanto è bello. Il parco è già in sicurezza e per la vegetazione ci vogliono poche migliaia di euro». Con queste parole, l'agronomo Antonio Di Gennaro, durante un incontro al Sabato delle idee, ha aperto l'ennesimo dibattito sull'utilità o meno delle bonifiche sui terreni di Bagnoli. In realtà si parla erroneamente di bonifiche, quando si dovrebbe discutere di risanamento ambientale. «Apriamolo il parco ai cittadini - ribadisce Di Gennaro - Non siamo a Guantanamo». E incalza: «Non ci sono rischi. Invece si persegue ancora con questa ipotetica bonifica palingenetica ed è tutto in sicurezza, 400 milioni, poi 700 milioni, poi draghiamo i fondali, follie che non si fanno in nessuna parte del mondo civilizzata».

Le parole, molto dure, dell'agronomo Di Gennaro, sono in continuità con il pensiero di altri esperti, come il docente di Agraria della Federico II, anche lui agronomo (ha compiuto diversi studi e interventi sulla Terra dei Fuochi), Massimo Fagnano. «Basterebbe usare tappeti erbosi e alberi per ridurre la possibilità di dispersione nell'aria di particelle inquinanti. Con la giusta vegetazione riusciremo a mettere in sicurezza l'area del parco in pochi mesi». «È un intervento che viene fatto sempre su siti considerati contaminati. Basti pensare ai dati ufficiali tutti pubblicati su gazzetta ufficiale della Terra dei fuochi. Abbiamo analizzato decine di migliaia di ettari e su 50mila, ne sono stati trovati 33 contaminati, lo 0,06% potenzialmente contaminati. Ora abbiamo tutto sotto controllo e facciamo caratterizzazioni ambientali. Sono uno dei negazionisti che ha smontato la bufala della Terra dei fuochi». E a Bagnoli invece? «A Bagnoli ci vorrebbe una vegetazione adeguata, dei prati, con la scelta giusta delle specie che crescono bene d'estate. Nel frattempo che i vari soggetti litigano, aprite il parco, fate una gara, chiamate un progettista agronomo e progettate la messa in sicurezza della zona. Bisogna dare un segnale di fiducia alla popolazione e restituire alla città il parco. Basta chiamare un giardiniere ad annaffiare. La natura ha tutte le possibilità per intervenire. Con costi oltretutto bassissimi, rapidissimo e che consentono di restituire il parco alla città».

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«Chiamiamolo risanamento ambientale, non bonifica - ribadisce Fagnano - Bisogna fare una semplice messa in sicurezza come hanno fatto in Germania o sui terreni dove hanno costruito l'Expo di Milano. Si fa velocemente con pochi soldi ed è fattibile. Soprattutto si restituiscono i territori alla cittadinanza. Mentre litigano su cosa devono fare, su cosa devono costruire, se case, alberghi intanto diamo la possibilità ai cittadini di riappropriarsi del parco di Bagnoli». Poi l'agronomo incalza: «Sappiamo che le dinamiche che sono dietro alle scelte delle destinazioni d'uso possono durare decenni. E intanto che facciamo teniamo il parco chiuso?». Sui costi Fagnano spiega: «Per fare la bonifica si devono spendere centinaia di milioni di euro, per prendere il terreno e buttarlo in discarica, questo è quanto. Così si fanno le bonifiche. Ce l'abbiamo in Italia una discarica così grande? - si chiede il docente -No e allora dovremmo portare in Germania questa roba e i tedeschi si fregheranno le mani di quanto siamo polli noi italiani e ci vorranno decine di milioni di euro per smaltire questo terreno».

Così propone: «Esiste l'uso temporaneo del parco e nel frattempo decideranno il da farsi». Basta così poco per risanare l'area? «Basta così poco - replica l'esperto - con un giusto e costante monitoraggio dell'Arpac. Si tratta di tecniche utilizzate in tutto il mondo. Il problema delle bonifiche è un falso problema, si potrebbe ovviare con tecniche come appunto i manti erbosi. Il bacino della Ruhr in Germania è un esempio di virtuosismo dell'uso del denaro pubblico. Un parco industriale diventato un posto meraviglioso. Un posto bello restituito alla cittadinanza». Poi il docente di Agraria conclude: «La fantasia a noi non manca, si potrebbe pensare ad un Auditorium, alla musica, a musei e alle attività culturali».

Il caso della bonifica del sito ex-industriale di Bagnoli è una vicenda che si protrae dal 1995, e che ancora è senza soluzione, nonostante si siano spesi diversi milioni di euro (circa 600-700 milioni). In sostanza gli esperti spingono affinché il soggetto attuatore, Invitalia, abbandoni l'idea di una bonifica e che invece si proceda velocemente al risanamento del sito. Altra critica mossa è quella relativa al concorso di idee bandito da Invitalia, che prevede rigorosamente solo la manifestazione di idee per un piano urbanistico, senza alcuna voce che riguardi il risanamento ambientale.

Ultimo aggiornamento: 3 Luglio, 09:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA