Bambino morto a Napoli, i genitori di Samuele: «Vogliamo la verità, nessuno sapeva della malattia di Mariano»

Giovedì 23 Settembre 2021 di Melina Chiapparino
Bambino morto a Napoli, i genitori di Samuele: «Vogliamo la verità, nessuno sapeva della malattia di Mariano»

«I genitori di Samuele non sapevano nulla dei disturbi psichici di Mariano Cannio». A spiegarlo è stato il legale della famiglia del bimbo di 4 anni, precipitato dal balcone al terzo piano della propria abitazione, dove era stato portato in braccio dal 38enne addetto alle pulizie, successivamente arrestato per omicidio. «Nessun familiare del piccolo era a conoscenza del fatto che l'uomo fosse in cura presso un centro di igiene mentale» chiarisce l'avvocato Domenico De Rosa, incaricato dai coniugi Gargiulo di seguirli soprattutto per aiutarli nel gestire i rapporti con i giornalisti e il forte impatto mediatico causato dalla vicenda. 

Nonostante l'abisso di dolore in cui sono sprofondati, Giuseppe e Carmen che tra poco più di un mese avrebbero dato un fratellino a Samuele, hanno voluto precisare che con Mariano Cannio c'era un rapporto di fiducia. «Non avevano mai neanche sospettato che potesse avere disturbi psichici» ha riferito De Rosa sottolineando che i genitori «non hanno nessuna responsabilità, neppure di carattere morale, circa l'accaduto». «Non hanno lasciato il figlio nelle mani di una persona che non sta bene, cosa che, a tutta la famiglia, non risultava affatto» ha insistito il legale, ricordando che Cannio, faceva le pulizia presso le abitazioni di molti altri parenti della coppia. «Faceva il suo lavoro con responsabilità e non ha mai sottratto oggetti o denaro dalle abitazioni, al punto che gli venivano anche lasciate le chiavi di casa per recarsi a fare le pulizie» ha aggiunto il legale definendo i rapporti con il 38enne come di estrema normalità. «Non aveva mai dato segni di squilibrio, mostrava riservatezza e tranquillità - ha spiegato ancora De Rosa - motivi in più per continuare a trattarlo come una persona alla quale affidare le pulizie in presenza di una signora incinta e di un bimbo di 4 anni». 

 

La presenza costante di Mariano Cannio che da anni si era guadagnato la fiducia di tutta la famiglia Gargiulo, è il motivo per cui, i genitori di Samuele non sono rimasti accecati dalla rabbia ma letteralmente sotto choc. «La famiglia non cerca vendetta, né soluzioni catastrofiche nei confronti di Cannio ma attende la verità per capire perché è successo» ha spiegato De Rosa. «Carmen e Giuseppe non riescono a immaginare, ne quasi a credere come sia potuto accadere ma si affidano alla giustizia con fiducia» ha aggiunto il legale, ricostruendo quanto accaduto nella manciata di minuti che ha preceduto la tragedia. «La mamma e Samuele avevano trascorso gran parte della mattinata a letto insieme poi Carmen ha accusato dei malori e si è recata in bagno, preoccupata che si potesse trattare di qualcosa relativo alla sua condizione di gravida - ha riferito De Rosa - le urla, provenienti dalla strada, l'hanno allarmata e affacciandosi al balcone ha notato subito il colore degli slip del piccolo». Un particolare che non ha lasciato dubbi alla mamma, che subito dopo si è sentita male. «Il video che ritrae il bimbo, pubblicato e poi rimosso dai social nei giorni scorsi, è completamente scollegato dalla tragedia e risale ad almeno due anni fa» ha fatto sapere De Rosa che ha aggiunto un'altra precisazione.

Video

Il «picchetto che sosta sul luogo della tragedia e allontana i giornalisti, non è certamente composto da familiari di Samuele» ha chiarito l'avvocato riferendosi agli episodi di aggressione accaduti nei confronti di alcuni cronisti, sul luogo della tragedia. 

Ultimo aggiornamento: 14:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA