Napoli, droga e coltelli ai baretti di Chiaia: scoppia la rissa, ronde di scooter impazziti

Giovedì 16 Luglio 2020 di Leandro Del Gaudio

Urla, bestemmie, minacce. Poi, rumori di bottiglie, schiamazzi. E ancora scooter che schizzano via, poi ritornano, che ronzano in zona, centauri che si guardano attorno con aria minacciosa e vendicativa. Sono le quattro di ieri mattina - giovedì 16 luglio - in vicoletto Belledonne a Chiaia, nel cuore della movida cittadina. È quasi l’alba quando scoppia una rissa tra alcuni soggetti che si attardano all’esterno di un bar: calci e pugni, spuntano i coltelli. Qualcuno scappa, inizia l’incubo - l’ennesimo - per i residenti. Manca poco all’alba, ma per tanti la notte è finita e il giorno è iniziato nel peggiore dei modi. Una rissa in vicoletto Belledonne a Chiaia, come è stato denunciato ieri mattina da alcuni professionisti costretti ad assistere dai loro balconi all’ennesima scena di violenza, caos e degrado.
 

 

Spiega al Mattino un professionista che abita in zona, dopo aver spedito a mezzo pec la propria denuncia a forze dell’ordine e municipalità: «Anche questa mattina abbiamo terminato il nostro riposo alle quattro del mattino. Siamo stati svegliati di soprassalto per le urla e ci siamo affacciati. Abbiamo assistito a scene di violenza, al termine di una rissa. Abbiamo visto persone che scappavano a piedi o in sella agli scooter, poi abbiamo assistito al ritorno di altre persone sul posto, sempre con fare minaccioso. Si erano affrontati, urlavano, si aizzavano gli uni contro gli altri, brandivano coltelli». Ed è ancora il professionista napoletano ad insistere su un punto: «È vergognoso che in una strada napoletana sia tollerata una situazione di tale illegalità, con enormi disagi a cittadini onesti e perbene». Una rissa nel cuore della notte, minacce e coltelli. Intanto, appena il tempo di contattare i centralini delle forze dell’ordine che i bar della zona hanno immediatamente abbassato la saracinesca, per evitare ogni coinvolgimento. Uno scenario di degrado che è tornato con la fine del lockdown. La peggiore eredità dell’era pre covid, un problema quotidiano per tanti residenti.
 

Ma torniamo in vicoletto Belledonne. Stando al racconto di alcuni residenti, uno degli angoli più suggestivi di Napoli è diventato una zona a rischio. Spiegano altri cittadini che chiedono anonimato: «Ci affacciamo dai balconi e notiamo persone consumare spinelli o sniffare cocaina, in uno scenario scandito da alcol e musica ad alto volume. Ed è stato sempre inutile fare segnalazioni, siamo prigionieri di questo degrado». Ma cosa è accaduto ieri notte? Stando a quanto emerso fino a questo momento, è probabile che si siano affrontati alcuni soggetti legati ad ambienti malavitosi dei Quartieri Spagnoli. Elementi che spesso stazionano nella zona, sempre nei pressi di alcuni incroci, dove spacciano droga. Hashish e cocaina che, in alcuni casi, vengono consumati senza alcuno schermo, tra impunità e indifferenza generale. 

Ed è in questo contesto che la scorsa notte è scoppiata una rissa con tanto di coltelli, ce n’è per dare inizio ad un’inchiesta. Facile anticipare le mosse degli inquirenti. Doveroso a questo punto ascoltare i cittadini che hanno avuto il coraggio di denunciare, ma anche i titolari di bar ed esercizi commerciali in zona, nel tentativo di acquisire elementi in grado di identificare i duellanti. Ma cosa accade a Chiaia? Il by night trasformato in una piazza di spaccio a cielo aperto? Questioni da mettere a fuoco, a tutela delle tante persone perbene (la maggioranza) che lavorano e vivono nella zona dei baretti, desiderosi solo di relax, al riparo da regolamenti di conti e violenza. Ricordate cosa accadde qualche anno fa in via Poerio? Erano le tre del mattino, quando un branco di giovanissimi legati al clan Formicola si scagliò contro un gruppetto di ragazzi di Fuorigrotta: a subire l’aggressione, anche il figlio di uno dei boss dell’area occidentale, che reagì impugnando la pistola, facendo fuoco contro il mucchio. Cinque feriti, nessun morto. Un miracolo. Spiega ancora chi ha firmato la denuncia alle forze dell’ordine: «È uno scenario da tragedia annunciata. Le nostre segnalazioni cadono nel vuoto. Un anno fa, ospitai le forze dell’ordine a casa mia per consentire rilievi fonometrici per dimostrare la situazione di illegalità in cui operavano alcuni esercizi commerciali. Da allora aspettiamo risposte, mentre sotto casa assistiamo impotenti a risse a colpi di coltello e a ronde armate fino all’alba».
 

Ultimo aggiornamento: 17 Luglio, 07:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA