Movida a Napoli in fase 2, folla record ai Baretti di Chiaia: c'è chi ha bevuto fino all'alba

Lunedì 1 Giugno 2020 di Leandro Del Gaudio
Chissà se il commerciante multato sabato notte per aver venduto una birra dopo le 22 sta pensando di fare ricorso al Tar. O di rivalersi per mancanza di trasparenza dopo la battaglia delle ordinanze sulla movida. Fatto sta che il suo caso - parliamo di un commerciante della periferia orientale - rischia di diventare una sorta di precedente in attesa di un intervento prefettizio: sabato notte ha venduto alcol dopo le 22, disattendendo così l'ordinanza del presidente della regione Vincenzo De Luca, ma incarnando a modo suo lo spirito della legge cittadina, alla luce dell'ordinanza del sindaco De Magistris, che entra in vigore a partire da questa notte (salvo però provvedimenti ad horas da parte del prefetto) e che dispone orari più elastici per la movida notturna.

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Controversie a parte, proviamo a capire come è andato sabato notte. Molta attenzione da parte di polizia, carabinieri e agenti della polizia municipale (questi ultimi hanno firmato il verbale a Napoli est, per l'alcol dopo le 22), con un solo imperativo categorico: creare le condizioni per i distanziamento interpersonale. È stato un pressing nei punti caldi della movida, dal Vomero a via Falcone, dalla zona dei baretti fino a Posillipo e Bagnoli. Distanziamento e verifica dei dispositivi di protezione individuali, in un viaggio della notte che ha fatto i conti con la voglia di relax e di spensieratezza del popolo dei baretti.

Segnalazioni di assembramenti in via Poerio e in piazzetta Rodinò, meno critico lo scenario che le forze dell'ordine hanno potuto verificare in altri contesti cittadini. Interventi all'insegna della dissuasione anche in piazzetta Fuga e in tutti i posti in cui la conformazione della città rende difficile mantenere il metro e venti canonico di distacco tra una persona e l'altra. Non sono mancati gli interventi legati all'uso delle mascherine. La stragrande maggioranza dei cittadini controllati ieri era provvista di mascherine, anche se la manutenzione del dispositivo di sicurezza ha fatto emergere non pochi limiti. Mascherine abbassate all'altezza del collo, magari portate un po' sblusate sul mento e non sempre in grado di raccogliere bocca e naso, ma nel complesso sembra che il kit salvavita sia entrato nel look e nelle abitudini di chi esce di casa. Di giorno e di notte. Altro punto critico per quanto riguarda il controllo dell'ordine pubblico è stata invece la zona del Belvedere nei pressi della chiesa di Sant'Antonio a Posillipo. È in questo punto che la notte tra venerdì e sabato qualcuno ha organizzato un vero bivacco a cielo aperto, probabilmente per una festa di compleanno. E sono le immagini pubblicate dalla galleria fotografica del Mattino a confermare in quali condizioni è stata lasciata la zona del Belvedere. Piattini e bicchieri di plastica gettati a terra, bottiglie di champagne, finanche i resti di fuochi d'artificio. Spiega un lettore del Mattino: «Ogni notte c'è una festa diversa, di fronte alla chiesa di Sant'Antonio Abate. Da quando hanno chiuso bar e ristoranti per il lockdown, c'è chi si è attrezzato portando tavolini per fare feste di compleanno in una zona che appartiene a tutti. Vengono comitive di persone, spengono candeline, lasciano cumuli di spazzatura in uno dei posti più belli di Napoli. Dovrebbero essere multati, ma per queste cose c'è sempre stato un regime di assoluta impunità».

Stesso scenario di degrado e di abbandono in altre zone di Napoli, vale a dire all'altezza delle rampe di via Aniello Falcone, dove non è finita l'abitudine di gettare bottiglie e lattine all'esterno dei muretti, creando discariche a cielo aperto. Critiche anche le condizioni del traffico, almeno a leggere il bollettino di sabato notte, almeno a visionare le fotografie all'ingresso delle zone più battute del popolo della notte. Un'ora per percorrere via Marina e per superare il blocco dei cantieri eterni di piazza Municipio, per poter arrivare a percorrere le strade di Chiaia, come sempre meta della movida cittadina. Meno caos di vetture è stato invece segnalato nella zona dei Decumani, dove la crisi imposta dalla quarantena si è fatta sentire in modo maggiore. Decumani e vicoletti un tempo presi d'assalto in questo periodo rappresentano oggi uno scenario urbanistico a rischio, di fronte alla difficoltà di realizzare un distanziamento reale tra le persone.

BLITZ AI QUARTIERI
Anche qui forze dell'ordine in azione, con tanto di ordinanza del presidente della regione alla mano. Chiusura alle 22 (almeno per quanto riguarda la somministrazione di alcol), in attesa di comprendere cosa accadrà nelle prossime ore, a partire da oggi, giorno che coincide anche con la coda di un week end lungo, vista la festa nazionale del due giugno. È in questo scenario che i carabinieri sono entrati in azione ai Quartieri spagnoli, per contrastare l'altra faccia della movida, quella legata all'uso improprio dei motocicli: 58 le multe elevate per violazioni al codice della strada, 14 scooter sequestrati, mentre un 20enne del quartiere San Giuseppe già noto alle forze dell'ordine nascondeva in tasca due coltellini a serramanico, un tirapugni e una stecchetta di hashish; mentre un elemento di 24 anni è stato denunciato perché aveva in tasca un coltello a serramanico. Ultimo aggiornamento: 14:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA