«Basta violenza sul 118:
ora bodycam per i medici»

Giovedì 15 Agosto 2019 di Ettore Mautone
Detenuto ai domiciliari simula un incidente per farsi portare in ospedale e poi aggredisce il personale sanitario. Il manager della Asl, Ciro Verdoliva, annuncia che da settembre saranno pubblicati i bandi d'acquisto delle telecamere da montare sulle autoambulanze del 118, nei pronto soccorso e direttamente sul personale sanitario impegnato a lavorare nelle prime linee (bodycam). «Affrontare il nodo della sicurezza è una nostra priorità - avverte Verdoliva - ma la risposta non deve essere quella di militarizzare il servizio. Per questo puntiamo sull'uso di telecamere, sul cruscotto della vettura e sul corpo dei sanitari, equipaggiando il Servizio 118 di Napoli di dashcam e bodycam. Il nostro responsabile della privacy, la cui relazione è nel bando di gara, non ci ha posto alcun problema. Abbiamo avuto un ritardo nell'istruttoria della gara, ma dopo il via libera delle organizzazioni sindacali e sanitarie, procediamo spediti: a settembre pubblicheremo la gara per l'acquisto di tali strumenti tecnologici. Sicuramente entro le fine dell'anno, sia le nostre ambulanze, sia gli operatori, saranno vigilati dalle telecamere».

 
IL FATTO
«Devo andare al Loreto mare, l'ambulanza la guido io. Portatemi lì altrimenti vi sparo». Queste le frasi e le minacce di un detenuto agli arresti domiciliari che la notte scorsa, intorno alla mezzanotte, a via Sorrento, a San Giovanni a Teduccio, ha chiesto l'intervento del 118 per un presunto investimento stradale (totalmente simulato). All'arrivo del team di soccorso ha preteso di essere accompagnato all'ospedale di via Vespucci (di notte) in quanto aveva una impegnativa del medico di famiglia per una visita dermatologica da effettuare presso quel nosocomio. Una richiesta irricevibile per modi, tempi, orario, e del tutto estranea alle funzioni del 118, che avrebbe dovuto essere affrontata di giorno con modalità e autorizzazioni del tutto diverse. Di fronte al rifiuto da parte del 118, il paziente è andato in escandescenza, prima barricandosi dentro al mezzo di soccorso, poi minacciando di morte l'equipaggio. Per evitare che la situazione degenerasse il team ha accontentato il paziente avvisando però le forze dell'ordine. All'arrivo in ospedale una pattuglia ha arrestato l'uomo che è stato condotto in carcere dopo regolare denuncia del medico di postazione. Si tratta dell'aggressione numero 65 ai danni del personale sanitario a Napoli e provincia dall'inizio dell'anno secondo i dati dell'associazione Nessuno tocchi Ippocrate.
LE GUARDIE GIURATE
«Il servizio del 118 - è invece il parere del sindacalista Giuseppe Alviti, leader dell'associazione Guardie particolari giurate - deve essere scortato da automontate di guardie particolari giurate, così si eviterebbero le situazioni a rischio. Da anni chiediamo questo servizio e spero che il direttore generale dia una giusta valutazione alla nostra proposta». La militarizzazione del servizio, secondo Verdoliva, non servirebbe a nulla, se non a innalzare il livello dello scontro. «Persone che impugnano le armi per sequestrare ambulanze o che sparano in pronto soccorso, certo non si farebbero scoraggiare. La situazione va gestita con estrema professionalità dal personale medico e infermieristico e con il supporto delle forze dell'ordine. Ribadisco - conclude il direttore generale - che l'Asl è pronta a costituirsi parte civile in eventuali processi penali e garantire il supporto legale ai dipendenti».
LE TELECAMERE
«Tecnicamente la dashcam e la bodycam sono ottime per acquisire ulteriori elementi probatori in caso di intervento delle forze dell'ordine e anche delle guardie giurate - replica Alviti - ma addosso a infermieri o medici non servono a preservarli nella loro incolumità fisica come ben sanno gli addetti ai lavori esperti in sicurezza». Le bodycam sono delle telecamere portatili, che si posizionano in genere sulla testa o su una spalla, al fine di monitorare l'attività di chi le indossa. Le dashcam sono invece a bordo del veicolo e monitorano la strada.
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