Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Beni confiscati, scatta la task force a Napoli: «Al via progetti per le fasce deboli»

Mercoledì 11 Maggio 2022 di Giuseppe Crimaldi
Beni confiscati, scatta la task force a Napoli: «Al via progetti per le fasce deboli»

Una task force per gestire il patrimonio comunale dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Passa anche attraverso questo percorso parte della gestione dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destinati al Comune di Napoli. E tra i progetti presentati da Palazzo San Giacomo ce n'è, appunto, uno che punta a riqualificare un lungo elenco di immobili immaginando per essi una destinazione sociale importante: l'assistenza delle donne vittime di violenza.

La commissione Polizia municipale e Legalità, presieduta da Pasquale Esposito e riunitasi ieri, ha incontrato l'assessore alla Legalità del Comune di Napoli, Antonio De Iesu (che ricopre un ruolo centrale e nevralgico per lo sviluppo delle progettualità in tema di recupero di beni confiscati) per fare il punto sulla situazione. Ed è lo stesso de Iesu che spiega al Mattino i prossimi passaggi: «Puntiamo ad una ritrovata efficacia del sistema, e per questo abbiamo costituito un apposito servizio che fa capo al mio assessorato. Ora va fatto un grande lavoro di monitoraggio dei beni, a cui seguirà la loro completa digitalizzazione che ci consentirà di avere planimetrie, data di inizio della gestione, e soprattutto di svolgere verifiche periodiche».

Al momento il Comune gestisce 121 beni confiscati. Altri 100 sono stati proposti per l'acquisizione dall'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. De Iesu ha annunciato la creazione di una task force per i beni confiscati, illustrando il progetto candidato ai fondi Pnrr che prevede la riqualificazione di una serie di beni confiscati per la creazione di un villaggio diffuso per l'assistenza alle donne vittima di violenza, dotato di un ristorantino sociale, di ambulatori di prevenzione, di sportello per l'assistenza legale e di orto sociale.

«Insomma - prosegue De Iesu, forte anche della sua esperienza di ex questore di vicecapo della Polizia di Stato - punteremo la massima attenzione alla situazione. Per accedere ai finanziamenti del Pnrr destinata ai beni confiscati, a livello nazionale (stanziamento di 300mila euro, ndr) abbiamo presentato un progetto articolato, anche grazie alle sinergie con gli assessorati alle Pari opportunità e all'Urbanistica. Parte finalmente così un lavoro di squadra che ci consentirà di gestire un patrimonio che finora è rimasto spesso abbandonato. Un piano con altissime finalità sociali, e per questo siamo più che ottimisti sulla possibilità di accedere ai finanziamenti».

Nel corso dell'audizione di ieri Alessandra Clemente (Misto) ha invitato l'amministrazione a prevedere in bilancio le risorse necessarie all'esenzione Tari per le organizzazioni no-profit assegnatarie di beni confiscati; Maria Grazia Vitelli (PD) ha auspicato che, sull'esempio della task force per i beni confiscati, si possano sburocratizzare e velocizzare gli iter amministrativi; per Rosario Andreozzi (Napoli Solidale - Europa Verde), le professionalità necessarie all'ente potrebbero essere ottenute all'ottimizzazione delle partecipate». Ed ancora l'ex pm antimafia Catello Maresca (Gruppo Maresca) ha chiesto di razionalizzare l'impiego dei beni confiscati, anche tenendo in considerazione la possibilità, prevista dal Codice Antimafia, di utilizzare i beni confiscati per produrre redditi da investire in iniziative sociali; per Gennaro Esposito (Manfredi Sindaco) essenziale è tutelare i beni confiscati dai ricatti e dalle minacce della criminalità organizzata. 

Video

Il punto forte di questo nuovo approccio al problema della gestione dei beni confiscati sta proprio nella razionalizzazione delle risorse e dei piani di investimento.

Fino a ieri quello dei beni sottratti ai clan e affiidati all'ente locale era più che altro una nebulosa. Un mare magnum nel quale venire a capo di ogni singola situazione appariva un'impresa titanica. Di qui l'ottimismo dell'assessore alla Legalità sull'approvazione del progeto napoletano.

Intanto oggi, organizzato dal dipartimento della facoltà di Giurisprudenza dell'Università Parthenope, si terrà un convegno intitolato Liberiamo il Bene!, che tratterà proprio dei beni confiscati alla camorra.l'appuntamento è per le ore 15 a Palazzo Pacanowsky, in via Generale Parisi. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA