Beni confiscati, vandalizzata la casa del boss appena affidata al Comune di Quarto

Mercoledì 7 Luglio 2021 di Ferdinando Bocchetti
Beni confiscati, vandalizzata la casa del boss appena affidata al Comune di Quarto

Finestre divelte, muri sventrati e servizi igienici presi a martellate. È ridotto in questo stato l'appartamento confiscato al defunto Vincenzo Maresca, ubicato nella centralissima via Kennedy a Quarto e assegnato da appena un giorno al Comune. La vandalizzazione dei locali è stata scoperta nella mattinata di ieri, proprio mentre i referenti dell'Agenzia Nazionale Beni Confiscati si accingevano a ratificare il passaggio di consegne al municipio flegreo. Il raid è stato denunciato ai carabinieri della tenenza di Quarto. Ingente la stima dei danni: almeno 80mila euro, secondo quanto constatato dai funzionari del Comune flegreo. Nelle intenzioni dell'ente cittadino, l'appartamento confiscato al pregiudicato, finito anni fa al centro di un'inchiesta sulla gestione dei videopoker nell'area casalese, doveva fungere da centro di aggregazione per i giovani del territorio e per le associazioni locali. «Un percorso che ora - spiega il sindaco Antonio Sabino - si rallenta perché dovremo innanzitutto rendere di nuovo fruibile, e a nostre spese, questi locali. Ma la volontà di andare avanti - aggiunge il primo cittadino di Quarto - con il supporto delle istituzioni, delle forze dell'ordine, dell'associazionismo e del civismo quartese è più forte di tutte queste oggettive difficoltà. Il forte rammarico deriva dalla circostanza che l'immobile, devastato nelle scorse ore, era perfettamente funzionale». 

L'appartamento di via Kennedy era stato sgomberato soltanto di recente. Fino a pochi giorni fa nei locali in cui si è verificato il raid vivevano ancora i familiari di Maresca. Lo sgombero, inizialmente fissato per l'8 giugno, era stato, su richiesta degli stessi occupanti, rinviato al 30. Nessuno sa, almeno al momento, cosa sia accaduto nei giorni successivi allo sgombero, quando l'Agenzia Nazionale Beni Confiscati ha ritirato dagli ex proprietari le chiavi dell'immobile e ha concordato la consegna con i funzionari del municipio flegreo. Intanto i tecnici comunali, per scongiurare ulteriori intrusioni, sono già intervenuti per mettere in sicurezza l'immobile. L'amministrazione cittadina è da tempo in prima linea sul tema del reimpiego dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Pochi giorni fa, proprio a Quarto, è stato inaugurato - nei lussuosi immobili appartenuti un tempo al boss Roberto Perrone, oggi collaboratore di giustizia - un centro polivalente, l'«Albergo diverso», gestito da diverse cooperative, dove i diversamente abili possono essere seguiti e formati sotto il profilo professionale. Prima ancora, il Comune aveva annunciato l'acquisizione di alcuni beni confiscati a Nicola Imbriani, altro pezzo da novanta del clan Polverino, un tempo egemone sul territorio: azione che ha suscitato sui social inquietanti reazioni che il sindaco Sabino aveva prontamente segnalato ai militari dell'Arma di Quarto e Pozzuoli e al prefetto di Napoli Marco Valentini, e su cui le forze dell'ordine stanno indagando. E ieri sulla pagina Facebook del sindaco Antonio Sabino sono stati pubblicati nuovi commenti dal tenore palesemente intimidatorio. «Caro sindacuccio di Quarto - si legge in uno i essi - quando apri la bocca devi essere sicuro al cento per cento che stai dicendo la verità, perché altrimenti fai una misera figura di me....Non so come tu sia diventato sindaco». E in ulteriore commento si legge: «Ma quale camorra? Mio cognato se l'è pagata col mutuo quella casa». 

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