Blocco dei ricoveri all'Ascalesi: al via i trasferimenti tra le polemiche

di Melina Chiapparino

Chiuse le liste di attesa e blocco dei ricoveri per tutte le unità del presidio ospedaliero Ascalesi. E’ questa la prima mossa della direzione sanitaria del nosocomio nel cuore di Forcella. Un passo dovuto e inevitabile, per la struttura che da questa mattina necessariamente ottemperare alle disposizioni della direzione strategica dell’Asl Napoli 1, in previsione della sua annessione all’istituto Pascale. «Nel presidio Ascalesi è arrivata una disposizione per gli adempimenti del decreto 77 /2017, riguardante i trasferimenti delle unità ospedaliere del nostro presidio presso altre strutture, anticipando notevolmente e con un preavviso di pochissimi giorni il trasferimento» annunciano dal "Comitato di lotta per l’ospedale Ascalesi".

La preoccupazione di medici e infermieri, ma anche di pazienti che appartengono al Comitato è che  «si mantengano gli impegni riportati nel decreto e non si faccia come per il P.O. Annunziata che da ospedale di fatto si sta trasformando in distretto». Il dito è puntato sui «tempi di dismissione e le modalità adottate». Il decreto 77, infatti, parla di passaggio per il 1 luglio 2018, ma in base alla disposizione aziendale richiamata il presidio verrà letteralmente svuotato di tutti i reparti compreso il personale in pochissimi giorni. A quanto pare, secondo la disposizione di stamattina, già dal 10 marzo dovranno avvenire i primi passaggi.

«In primis denunciamo l'ennesimo trasferimento del reparto di oncologia che già poco più di un anno fu trasferito dal P.O. San Gennaro all' Ascalesi, in quanto "valore aggiunto" alla radioterapia già esistente nel presidio- si legge nella nota del Comitato - da quello che leggiamo nell'atto aziendale i pazienti oncologici saranno costretti a subire l'ennesimo trasloco, si badi bene nel giro di pochi giorni, presso l'ospedale del mare, ma la cosa ancora più assurda è che stato già programmato un ulteriore e successivo trasferimento, sempre come si legge dalla disposizione, presso gli Incurabili non appena terminati i lavori non ancora iniziati».

Tra le criticità evidenziate in merito alla disposizione, il Comitato fa notare che agli Incurabili «non si potranno fare lavori completi perchè di interesse storico,inoltre a differenza dell'Ospedale del Mare provvisto di area parcheggio per i pazienti, nel P.O. agli Incurabili non vi è alcuna possibilità di parcheggio, cosa indispensabile perchè i pazienti oncologici sono pazienti delicati che vengono accompagnati con l'auto dai familiari a fare terapie molto debilitanti fisicamente».

«Gli ambulatori verranno trasferiti il 10 marzo al P.O. Annunziata dimenticandosi che la dermatologia ha 2 posti letto di day hospital , quindi di fatto trasformando un day hospital in ambulatorio- segnalano sempre dal Comitato - la gastroenterologia verrà trasferita temporaneamente al Vecchio Pellegrini per poi passare agli Incurabili dopo aver effettuato i lavori». La preoccupazione è in ogni caso sui tempi e la repentina gestione dei cambiamenti in atto. «Siamo molto preoccupati perchè tutto questo dovrà accadere dal 10 marzo e terminerà il 30 marzo- dicono i sanitari riuniti nel Comitato -  non riusciamo a capire questa corsa ad arrivare prima, corsa a non si sa cosa, che porterà sicuramente disagi all'utenza già sofferente e traumatizzata dalla chiusura di altri ospedali come il San Gennaro e come sta avvenendo al Loreto Nuovo con il già avvenuto passaggio di neurologia, neurochirurgia, cardiologia all'ospedale del mare».

Dalla nota, emerge anche il pericolo di disagi anche per i lavoratori, per cui viene richiesto dal 'Comitato di lotta per l'Ascalesi': «l' intervento immediato sia del Signor Sindaco in quanto garante della salute pubblica cittadina con i poteri dalla legge conferiti, sia un intervento delle forze sociali per procrastinare la data di dismissione/annessione del P.O. Ascalesi a quella sancita dal Dec.77 per poter assicurare così una continuità assistenziale senza margini di errore e maggiormente rispettosa delle esigenze di salute e dignità dei pazienti».
 
Mercoledì 7 Marzo 2018, 16:40
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