Usura a Napoli, l'ultima frontiera: il clan offre soldi ​contro il caro bollette

Usura a Napoli, l'ultima frontiera: il clan offre soldi contro il caro bollette
di Leandro Del Gaudio
Martedì 20 Settembre 2022, 22:58 - Ultimo agg. 21 Settembre, 19:26
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Hanno iniziato alla fine di agosto, con una sorta di servizio porta a porta. Si sono mossi come se avessero tra le mani una lista, perfettamente a conoscenza delle difficoltà emerse in questi mesi sul territorio. Hanno bussato alle porte di negozi e esercizi commerciali, in alcuni casi si sono anche proposti a casa, con un messaggio chiaro e subdolo al tempo stesso: «Sappiamo che c’è la crisi, siete in difficoltà, ma non siete soli... vi aiutiamo a superare la crisi». Rione Mercato, zona piazza del Carmine, non sono passate inosservate le ronde tra commercianti, artigiani e piccoli imprenditori. Tutto è avvenuto sotto traccia, almeno sulle prime, senza usare modi plateali o vistosi. Una richiesta di aiuto, niente più, bussando alle botteghe di chi era orientato a esporre bollette con costi raddoppiati rispetto allo scorso anno. 

Poi, a lungo andare, c’è chi ha deciso di denunciare, chi ha chiesto un consulto alla rete antiracket, quella coordinata da anni da Luigi Cuomo, che al Mattino spiega: «Non fate scelte azzardate, bisogna fare rete contro questo tipo di pressioni».

È la trappola dell’usura - secondo quanto sta emergendo da una primissima ricostruzione -, parliamo della morsa dei cravattari, gente che ha un piano ben preciso. Prima la carezza, poi l’anima. Prima gli aiuti economici, per sostenere le spese di questo avvio di anno, poi gli interessi. E non solo. Stando a quanto appreso dal Mattino, alla luce di alcune testimonianze rese in anonimo da alcuni commercianti, non c’è solo il tipico schema usuraio. Chi si è fatto avanti in questo periodo ha un piano ben preciso: non basta taglieggiare i singoli commercianti, per altro già da tempo in difficoltà, ma si punta alle quote societarie. Dopo l’aiuto economico di settembre, si punta ad inserire i propri prestanome nell’asset societario dell’impresa presa di mira.

Si tratta di operazioni lente, graduali e a bassa intensità, anche alla luce del fatto che gli esercizi presi di mira sono quasi sempre piccoli negozi.

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Una frontiera dell’usura, che - come emerso anche in altre vicende giudiziarie - rappresenta un tentativo da parte di gruppi criminali di entrare nella cosiddetta economia pulita. Prima si prestano soldi a commercianti in difficoltà, poi - di fronte all’impossibilità delle vittime di “onorare” il debito - si arriva a un accordo. Niente violenza, niente incendi o atti ritorsivi. Zero minacce, nulla che possa insospettire gli inquirenti o allarmare l’opinione pubblica. Basta una semplice stretta di mano, una firma su un pezzo di carta, che amplia formalmente l’asset societario del bar, del ristorante, del negozio di coiffeur che aveva ricevuto il prestito. Doverose a questo punto le verifiche da parte delle forze dell’ordine, in uno scenario in cui risulta decisivo il gioco di squadra. Mai come in questo caso, in campo c’è Sos Impresa Rete per la Legalità coordinata sul nostro territorio da Luigi Cuomo, che - tramite il suo legale di fiducia, il penalista Alessandro Motta - segue chi ha il coraggio di denunciare fin dentro un’aula di giustizia. Si raccolgono casi, si lavora sulle segnalazioni, spesso anche non formalizzate attraverso una denuncia in Procura. Si analizzano suggestioni, mezze frasi, di semplici impressioni. Testimonianze che hanno alcuni aspetti in comune: fanno riferimento alla stessa area geografica, quella a ridosso della parte bassa di corso Umberto, all’altezza di piazza Mercato e piazza del Carmine; e allo stessa strategia: «Niente pressioni, ma sostegni economici a chi sta soffrendo gli effetti del caro energia. 

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Promessa di sovvenzioni in vista di un inverno che si prannuncia particolarmente rigido, almeno sotto il profilo dei costi della crisi internazionale; la paura di venire stritolati da un meccanismo porta a porta. Materia destinata ad approfondimenti sotto il profilo investigativo, in uno scenario per molti versi largamente preannunciato: era dall’esplosione della pandemia, che lo scenario attuale (reso più grave dalla guerra in Ucraina) era stato descritto dai principali osservatori in materia anticamorra. Oggi simili proiezioni si stanno trasformando in un incubo per che è alle prese con il caro energia. 

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