Stesa a Boscoreale contro la casa dell'ex autista di Gionta, l'avvertimento del clan

Martedì 1 Dicembre 2020 di Dario Sautto

Stesa di camorra contro la casa dell'ex autista del boss poeta Aldo Gionta. Episodio inquietante, poco prima dell'alba di ieri, al Piano Napoli di via Settetermini a Boscoreale, dove sono stati esplosi diversi colpi di pistola verso l'appartamento al primo piano di uno dei palazzoni di edilizia popolare noti come una delle più fiorenti piazze di spaccio del Napoletano. Tre proiettili calibro 9 luger si sono conficcati nel muro esterno dell'abitazione. Sul posto sono subito arrivati i carabinieri della stazione di Boscoreale e della squadra rilievi del nucleo investigativo di Torre Annunziata, che hanno avviato le indagini di rito. A terra i carabinieri hanno trovato 6 bossoli, tutti dello stesso calibro, segno che si trattava di una «stesa», una raffica di colpi d'arma da fuoco esplosi in aria e verso quell'appartamento in particolare. Lì insieme alla compagna 34enne (con precedenti per droga) risiede il 29enne Giuseppe Lombardo, pregiudicato che nel 2015 fu arrestato in Sicilia, al porto di Pozzallo, alla guida dell'auto del «boss poeta» Aldo Gionta, in quel momento latitante e in partenza verso Malta. Due anni dopo finì di nuovo in manette perché ritenuto dagli investigatori tra gli affiliati al nuovo clan nato da una costola dei Gionta, il cosiddetto «terzo sistema». 

La stesa della scorsa notte, però, potrebbe avere come matrice quella di un altro clan di camorra nato durante il lockdown e ribattezzato «quarto sistema», con base operativa circa un chilometro più giù lungo via Settetermini, nel Parco Penniniello di Torre Annunziata. Questa è una delle ipotesi alle quali stanno lavorando i carabinieri, che però tendono a non escludere alcuna pista, anche perché dalla testimonianza della coppia non sono emersi dettagli utili alle indagini. È possibile che dietro il raid ci siano esserci dissidi di natura personale oppure legati al mondo dello spaccio. Ma tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c'è anche l'ipotesi di un errore di persona, con gli uomini armati che hanno sbagliato bersaglio. Nel caso in cui, però, Lombardo e la compagna fossero i veri obiettivi del classico avvertimento di camorra, allora il ventaglio delle ipotesi potrebbe includere anche la faida scatenata dal «quarto sistema», il nuovo clan sgominato da un'operazione congiunta polizia-carabinieri lo scorso settembre, ma con uno dei boss Pasquale Cherillo, nipote del defunto affiliato al clan Gallo-Cavalieri, Natale Scarpa tuttora latitante.
 

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