Bradisismo e paura nei Campi Flegrei, il vulcanologo Luongo: «Fase meno preoccupante rispetto agli anni 80»

Domenica 23 Gennaio 2022 di Antonio Cangiano
Bradisismo nei Campi Flegrei: la posizione del vulcanologo Giuseppe Luongo

I sintomi del bradisismo, il lento movimento della crosta terrestre, avvertiti sempre più frequentemente​ dalla collettività dei Campi Flegrei, inducono a credere a una possibile riacutizzazione del fenomeno di risalita del suolo, con le negative conseguenze che riportano alla mente i problemi causati alle popolazioni del territorio nelle ultime crisi degli anni Settanta ed Ottanta.

Le scosse in corso, in quest’ultimo periodo, tra quelle segnalate dai sismografi e quelle avvertite dai residenti, inducono molti a voler comprendere meglio il significato del fenomeno.

Fondamentale in questi casi, è ritenuto il dialogo degli esperti del settore di fisica della terra, con la popolazione che vuole capire i probabili accadimenti prospettati nel prossimo futuro.

Le informazioni necessarie alla comprensione devono essere quindi rivolte a riconosciute personalità esperte nel settore delle scienze della terra.

Video

Sull'argomento interviene Giuseppe Luongo, professore emerito di Fisica del Vulcanesimo, dell' Università di Napoli  Federico II,  già Direttore dell'Osservatorio Vesuviano e residente nei Campi Flegrei, che in un breve video, intervistato dal Dott. Aldo Cherillo, componente dell' associazione culturale LUX in FABULA, cultore di storia locale, per il Mattino.it, rassicura: «L'attuale fase del bradisismo in atto nei Campi Flegrei è in una condizione più favorevole. La velocità di deformazione del suolo in profondità è dieci volte inferiore a quella registrata nell'ultima crisi bradisismica del 1982-84».

Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio, 07:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA