Bradisismo, il sindaco di Pozzuoli:
«Non si creino allarmismi»

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di Vincenzo Figliolia*

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Gentile Direttore,

le scrivo in merito agli eventi sismici legati al bradisismo, occorsi in questi giorni a Pozzuoli, e agli articoli su carta e su web che sono seguiti, sul suo come su altri quotidiani.

Le scrivo da sindaco di questa meravigliosa e unica città, ma, come vedrà, le scrivo anche da cittadino; perché se è vero che di questa comunità ho l’onore di essere il sindaco è altrettanto vero che di questa terra sono figlio. Pozzuoli conosce il bradisismo, lo conosce bene. Talvolta sembra lo dimentichi, magari vorrebbe farlo, ma chi vive qui sa con cosa convive e, in qualche modo, lo ha scelto.

Oggi, ma dovrei dire dal 2012, quando l’asticella dell’allerta si è alzata al secondo livello, quello dell’attenzione, segnando di fatto un percorso indietro nella memoria di altre crisi che questa terra ha vissuto, le posizioni dei cittadini assumono di fronte al fenomeno di volta in volta forme diverse e mutevoli: qualcuno dice va bene, lo ha sempre fatto, farà questo per un po’, poi tornerà tutto come prima; qualcuno invece ha paura che questa volta la caldera non tornerà a riposare. E le reazioni anche sono diverse: c’è chi dice nessuno mi porterà via, di nuovo magari, come c’è chi ha paura che non riuscirà a scappare, che non c’è nessun piano, che non lo saprà per tempo, che nessuno glielo dirà. Molto, purtroppo, dipende da come le cose vengono dette, le informazioni vengono date.

Vede, il comune di Pozzuoli, questa amministrazione, ha ben chiari, da sempre, i propri doveri verso la cittadinanza. In virtù di questi doveri ha impegnato e sta impegnando risorse – economiche, di tempo, di mezzi, di uomini – per rispondere alle esigenze di sicurezza dei cittadini. E lo sta facendo ai sensi di legge e seguendo – tra l’altro attivamente, collaborando, partecipando in prima linea – tutte le direttive degli enti sovraordinati, nel rispetto delle linee guida e delle normative.

Già nel 2014 ha assegnato una sede propria all’Ufficio Comunale di Protezione Civile, le cui funzioni sono in posizione di staff al sindaco; nel 2015 ha approvato il nuovo piano di protezione civile comunale, predisponendo modelli operativi per ogni tipologia di rischio presente sul territorio, con studi di dettaglio sugli scenari e la vulnerabilità (affidati all’Università di Napoli Federico II, DICEA), comprensivi di individuazione di aree di emergenza (attesa, ammassamento, accoglienza), percorsi, vie di fuga, assegnando mansioni e responsabilità; negli anni a seguire si è occupato di diffondere il piano al personale dell’ente, alla popolazione (con comunicazione cartacea postale, attraverso un sito web, attraverso una app per cellulari e tablet), convocando riunioni coi nuclei operativi, conferenze stampa, assemblee; ha istituito un catasto incendi; ha costituito un Gruppo Comunale di Volontariato, oggi iscritto nei ruoli della regione ed in procinto di iniziare i dovuti percorsi formativi; ha rinnovato e stipulato nuove convenzioni con le associazioni presenti sul territorio; partecipa costantemente ed attivamente ai tavoli di pianificazione regionale e a quelli della prefettura, dalla quale, tra l’altro, ha ricevuto l’onore e l’onere di essere individuato, grazie alla qualità della struttura del Centro Operativo Comunale, quale comune capofila (COM) per il rischio idrogeologico per i comuni di Quarto, Bacoli, Monte di Procida e Procida.

Grazie ai bandi regionali presto potrà dotarsi di microzonazione sismica secondo i parametri richiesti dal Dipartimento della Protezione Civile e di CLE (Condizione Limite per l’Emergenza dei centri abitati).

Si appresta a procedere, come è dovuto, al variare di normative e comunque ogni tre-cinque anni, ad un nuovo aggiornamento del piano, che, questa volta - essendo ormai definiti nella pianificazione di esodo a cura della Regione Campania per il rischio vulcanico cancelli, percorsi esterni, gemellaggi, aree di attesa, tempi di uscita dai comuni – conterrà anche il piano di evacuazione completa del comune per rischio vulcanico.

Contestualmente sta progettando una campagna informativa e formativa per tutti i cittadini: dagli alunni agli insegnanti, dai giovani agli anziani, per chi è smart e per chi non lo è, per i turisti. Tutta l’attività troverà completamento e verifica anche, grazie alle esercitazioni che il Dipartimento della Protezione Civile intende organizzare già nel prossimo anno.

Come vede nulla è stato trascurato, anzi. Anzi il Comune di Pozzuoli ha fortemente cercato la stretta collaborazione con gli enti sovraordinati preposti alla sicurezza (dalla Regione alla Prefettura al Dipartimento), ma anche con quelli preposti alla definizione degli scenari, per tutte le tipologie di rischio (Regione, Autorità di Bacino, INGV), e con quelli preposti alla sorveglianza e al monitoraggio, offrendosi sempre anche come parte attiva nelle attività a farsi. E sono questi, questi, l’INGV, la Regione, il Dipartimento, gli unici enti cui sarebbe giusto, opportuno, logico e corretto riferirsi.

Il Bradisismo. Si dice, si scrive, per il bradisismo qual è il piano? Bradisismo significa terremoti. Significa eventi sismici di modesta entità che si ripetono sul territorio, seguendo il lento sollevamento del suolo che è in corso dal 2005.

Al Bradisismo si risponde operativamente con il modello operativo predisposto per il rischio sismico, che, ovviamente, si attiva, per gradi, secondo l’importanza dell’evento. E’ chiaro che un incrudirsi del fenomeno porterebbe ad azioni cautelative di verifica, soprattutto delle vulnerabilità. E, ove necessario, ad azioni di conseguenza. Come è chiaro che, qualora gli eventi assumessero un’importanza tale da non essere più gestibili a livello locale, l’ente sovraordinato – Regione, Dipartimento - assumerebbe la gestione dell’emergenza. Che non vi sia un capitolo specifico di previsione di evacuazione parziale dell’area rossa non significa che non si tiene conto del bradisismo. O che non c’è un piano per il bradisismo.

Per il bradisismo c’è il piano comunale per il rischio sismico. Che in caso di eventi non gestibili a livello locale attiva i corrispettivi piani a livello superiore. Il piano nazionale tanto atteso e vituperato è un piano per il rischio vulcanico. Che si attiva quando si passa al livello di preallarme (con l’evacuazione di Ospedali, carceri, edifici sensibili e con l’evacuazione spontanea) e a quello di allarme (con l’evacuazione assistita e con mezzo proprio).

Di tutta l’area rossa. Perché no, allo stato attuale delle conoscenze, condivise, comprovate, non si può determinare a priori che eruzione avremo e dove. E se l’avremo. E non si può scegliere di evacuare alcuni sì e alcuni no e vedere che succede. E’ contrario al principio primo della Protezione Civile che è salvaguardare la vita umana. Tutto il resto è inutile polemica.

Il bradisismo è prima. Molto prima. Potrebbe essere (o non essere – potrebbe anche finire) tale da non far scattare il livello di allerta successivo, ma da richiedere l’intervento sovraordinato, o l’evacuazione preventiva di parte del territorio (è accaduto). Ma è prima. Ed è altro.

Vivo a Pozzuoli e ci vivo con la mia famiglia. Con i miei figli, con i miei genitori. La voce della Solfatara spaventa tutti, forse più del sussulto che la segue. Spaventa anche chi, come me, una evacuazione almeno la ricorda. Ed è giusto, è un bene, la paura aiuta a non dimenticare. Ma deve essere una paura sana, consapevole. Che è quella che stiamo cercando di costruire o di ricostruire. E non siamo soli in questo percorso. Noi parliamo con l’Osservatorio, con l’INGV, con la Regione, con il Dipartimento. Con quelli, gli unici, preposti, con cui dobbiamo interloquire. Parliamo con loro, sempre. Ma i cittadini?

I media dovrebbero aiutarci. Aiutarci a diffondere quello che ci viene detto, quello che viene detto da fonte certa, alimentando la fiducia e la conoscenza, la consapevolezza, invece di dare spazio ad ipotesi, raccogliere perplessità, sollevare obiezioni, riportare tesi, sobillare ansie da complotto e da mancanze.

Fanno paura le notizie del giorno dopo. Fanno più paura delle scosse nella notte. Della voce della Solfatara. E fanno male. A tutti quelli che questa terra la amano. Al punto di sceglierla ogni giorno, pur sapendo che forse, un giorno, dovranno abbandonarla. A tutti quelli che, fino a quel giorno, se mai verrà, hanno diritto a viverla nel migliore dei modi possibili.



*Sindaco di Pozzuoli
 
Sabato 13 Ottobre 2018, 14:12
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