Buondì anti-neomelodici, lite sullo spot della Motta: «Offende Napoli»

di Francesca Scognamiglio

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«Ditemi come può una colazione essere golosa e leggera allo stesso tempo, oppure... musica Napoli!». Una frase, questa, usata come claim di uno spot pubblicitario che ha suscitato non poche polemiche in città. A far scattare lo sdegno è il nuovo spot delle merendine Buondì Motta che ha innescato sul web una vera e propria bufera per l'uso considerato improprio della musica neomelodica e i suoi riferimenti alla città di Napoli.
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Martedì 8 Ottobre 2019, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 08-10-2019 16:42
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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 10 commenti presenti
2019-10-09 17:32:44
lo scopo della pubblicità è quello di far parlare...a quanto pare ha raggiunto il suo scopo.
2019-10-08 18:41:52
non va presa sul serio la pubblicità, il messaggio è a doppio condizionamento, iconoclasta, l’elogio del matriarcato: padre assente, forse non ben sveglio, il bimbo non ride, la sorella sì, la mamma sbotta ma… contro una seconda voce femminile, automatica, chissà perché il progresso ha sempre una voce da donna, è la bimba a capire la Voce, l’ironia, in fondo oggi è difficile vendere merendine industriali e poi si canta, male forse ma si canta, la faccia della “mamma” che poi non è la mamma vera di “figli” non veri di un “marito” non vero di cantare non fa venire voglia: asessuata, severa, vestita da maschio, non sorride, stanca ma di che? E’ mattina, o forse l’accento?
2019-10-08 16:31:43
io ho capito che l'italia senza napoli sarebbe 00 infatti negli anni 40/50/60 nel mondo sapevano che l'italia si trovava in provincia di napoli(non è una battuta) attualmente nella pubblicità c'è la canzone "anema e core" e nello spot sulla "tecnologia parlante" tra nonna e nipote c'è una tarantella, mica possono mettere "o mia bella madunina" , ciao turin, o la biondina in gondoeta? olimpiadi di anversa del 1920, quando la banda musicale eseguì al posto dell’Inno di mameli(si era perso lo spartito) suonarono ‘o sole mio, era l’unica composizione italiana che i musicisti conoscevano a memoria. nelle canzoni napoletane c'è una musicalità che le opere liriche di verdi e compagni non hanno, prendiamo il brano più famoso del' opera verdiana "va pensiero" è una litania fatta di "un pappa... un pappa... un pappa" se si scrive un libretto delle canzoni "torna a surriento" e 'o sole mio" altro che otello e opere varie!
2019-10-08 17:53:12
solo un appunto: nel 1920 la banda non avrebbe comunque suonato l'Inno di Mameli, visto che a quel tempo l'Italia era una Monarchia e l'inno nazionale era la Marcia Reale.
2019-10-08 15:10:05
napoli ormai ma da sempre è diventata un riferimto (in negativo) su qualsiasi cosa, grazie ai governati, alla delinquenza e anche dai napoletani ( non tutti) ,ma quasi tutti

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