Buoni spesa, scovati centinaia di furbetti restituiranno il triplo di quanto ottenuto

Mercoledì 16 Settembre 2020 di Dario Sautto

Imprenditori, professionisti, percettori del reddito di cittadinanza, dipendenti con regolare busta paga e destinatari di pensione o assegno di disoccupazione. Nessuno aveva i requisiti per accedere ai vari bandi comunali per i buoni spesa, ma nel caos dell'emergenza Covid si sono insinuati nelle graduatorie ed hanno incassato dai 250 ai 750 euro ciascuno. I furbetti del buono spesa sono stati smascherati dai finanzieri del Gruppo di Torre Annunziata che, agli ordini del colonnello Agostino Tortora, hanno condotto una verifica su oltre 6400 pratiche presentate a 13 Comuni dell'area di competenza delle Fiamme gialle. In totale, sono 246 le persone che hanno incassato indebitamente il sussidio previsto per chi era in difficoltà economica a causa del lockdown e, da sanzione prevista, dovranno restituire il triplo di quanto percepito sotto forma di sconti nei supermercati. In totale sono stati erogati bonus per 65mila euro a persone che in realtà non avevano diritto a quei benefit. C'è chi ha fatto dichiarazioni attestanti cose false o omesso di dichiarare informazioni dovute, magari nascondendo redditi, titolarità di partita Iva o proprietà. Dichiarazioni false e informazioni nascoste che hanno permesso loro di scavalcare chi era veramente destinatario del buono spesa.

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Sotto la lente d'ingrandimento dei finanzieri sono finite le graduatorie di 13 piccoli e grandi Comuni, dal Vesuviano alla Penisola Sorrentina, passando per l'area stabiese: Torre Annunziata, Torre del Greco, Cercola, Castellammare di Stabia, Gragnano, Santa Maria la Carità, Lettere, Casola di Napoli, Pimonte, Agerola, Striano, Sant'Agnello e Massa Lubrense. Le sorprese non sono mancate, ma è risultata Torre Annunziata la città con il maggior numero di furbetti: ben 75 persone, tutte titolari di partita Iva, tra commercianti, imprenditori e liberi professionisti. In totale hanno percepito circa 30mila euro, per i bonus che andavano dai 250 ai 350 euro, con il Comune che ha pubblicato sull'Albo Pretorio i loro codici fiscali. Le indagini, però, erano partite da Gragnano, dove addirittura un dipendente comunale aveva provato a nascondere la sua posizione reddituale per portarsi a casa circa 300 euro. Dopo le verifiche della guardia di finanza, il comunale aveva rinunciato al buono spesa, ma resta tra i 24 furbetti scoperti nella città della pasta. A Castellammare in 13 hanno incassato il bonus indebitamente, ben 20 nella vicina Santa Maria la Carità, con un cumulo totale che arriva a circa 15mila euro per tutti Comuni dell'area stabiese e dei Lattari. Altro caso particolare arriva da Striano, dove i furbetti sono 23 e sono tutti percettori di reddito di cittadinanza. A Cercola, i controlli hanno fatto emergere ben 37 posizioni irregolari, mentre a Torre del Greco i furbetti sono soltanto 4: in questo caso, però, si registra la somma più alta percepita da una sola persona, ben 750 euro in buoni spesa, che di multa dovrà pagare oltre 2mila euro. I finanzieri hanno scoperto una decina di casi anche a Massa Lubrense, Sorrento e Sant'Agnello, con dipendenti privati che avevano regolare busta paga, indennità di disoccupazione (la Naspi) o pensione e hanno fatto ugualmente richiesta di bonus per i generi di prima necessità.
 


C'è da dire che ogni Comune ha individuato autonomamente i requisiti per l'accesso ai bonus e dagli uffici comunali era stata già fatta una prima scrematura con l'esclusione dei primi furbetti. Le 246 persone individuate dalla guardia di finanza sono state tutte formalmente indagate per indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, reato che sotto i 4mila euro prevede solo una sanzione amministrativa, cioè la restituzione del sussidio triplicato. Dunque, tutti sono stati multati dai 750 ai 2250 euro, per un totale 195mila euro che dovranno essere restituiti ai 13 Comuni del Napoletano che hanno fornito bandi e graduatorie ai finanzieri per effettuare i controlli. 

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