Bus e metropolitana, troppe code: ecco il piano per tornare al 100% dei posti

Lunedì 29 Giugno 2020 di Elena Romanazzi

Il governatore del Veneto Luca Zaia ha anticipato tutti. Stop ai mezzi pubblici a mezza capienza, ai taxi con due passeggeri e così gli Ncc. Il Veneto volta pagina in deroga alle linee guida del Mit che hanno sì aumentato la possibilità per i mezzi pubblici di trasportare più passeggeri ma di fatto non ha alleggerito i disagi per gli utenti. L'ordinanza di Zaia è entrata in vigore il 26 giugno e prevede «l'occupazione del 100% dei posti complessivi, sia seduti che in piedi, per i quali il mezzo è omologato, in deroga all'obbligo di interpersonale di almeno 1 metro e al coefficiente di riempimento dei mezzi fissato dal DPCM 11.06.2020». Una linea alla quale sta lavorando anche la regione Campania. Luca Cascone presidente della Commissione lavori pubblici e Trasporti del consiglio regionale ammette «che è una ipotesi allo studio». I tempi? Certo non dal primo luglio quando entra in vigore l'orario estivo dell'Anm. «Ma entro la settimana - spiega - scioglieremo la riserva». In Veneto è una sperimentazione legata ovviamente alla curva epidemiologica della Regione, in caso di picchi si torna indietro. Le regole in Campania sarebbero le stesse, ovviamente su tutti i mezzi resta l'obbligo di indossare la mascherina.

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Già sulla Linea 1 della metropolitana dovrebbe migliorare la situazione a partire dal primo luglio quando potranno salire a bordo più passeggeri mettendosi in piedi in fila indiana in base proprio alle regole del Mit. Nuovi adesivi sono in fase di preparazione e si troveranno in tutte le stazioni. Cosa dicono? «I viaggiatori in piedi potranno sistemarsi in fila secondo i posti contrassegnati a terra». Le sedute restano sempre alternate anche se gli adesivi collocati a bordo sono stati diverse volte staccati e messi altrove. Infine, con molta probabilità entro la fine della prossima settimana nelle stazioni del metrò aumenteranno i tornelli per gli ingressi in modo da evitare le file soprattutto nelle stazioni di Piscinola e Garibaldi anche per l'inizio dei turni di ferie del personale di stazione già a partire proprio da mercoledì prossimo.
 


Ci saranno 17 pullman in meno a partire dal primo luglio in circolazione, si passa da 250 a 233, come è sempre accaduto. Questa volta la riduzione, fini alla fine di luglio, è più soft. Poi si cambia di nuovo ed anche la metro passerà ogni 15 minuti (i treni scendono da 8 a 6). Il piano trasporti resta in vigore fino al primo settembre. Chiude la funicolare di Mergellina (anche per mancanza di personale), il percorso sarà sostituito dalla navetta 621 già oggi in esercizio durante il pomeriggio. Le linee C12, C13, C33, C18 e 139, saranno sostituite o accorpate con altre 4 nuove linee: 612, 618 (farà anche un passaggio considerato importante dall'utenza in via Epomeo), 633 e 639. E se i numeri quadrano sempre da mercoledì entrerà in funzione la navetta 622 che da Capo Posillipo porta a Marechiaro con una frequenza di trenta minuti fino alle 18. Domani è previsto un incontro tra l'Anm e i sindacati per il piano, sollecitato in particolare dall'Usb e non sono escluse modifiche dell'ultima ora. Anche perché allo stato attuale i mezzi più utilizzati sono proprio gli autobus come evidenziano i dati relativi a giugno che hanno visto una presenza a bordo del 65% dei passeggeri rispetto al periodo pre-Covid.

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Verranno presentati domani vicino Caserta dal governatore della Campania Vincenzo De Luca i nuovi minibus (ben più capienti e moderni) di produzione Iveco e i Citymoood acquistati per il 70% dalla Regione e per la restante quota dall'Anm. Al momento di minibus ne sono stati consegnati 13 su 40 e verranno impiegati - fanno sapere dall'Anm - nel centro storico partendo da piazza Carlo III e in alcune zone periferiche. Resta il potenziamento delle linee più gettonate come l'R5, l'R7, il 140, il 151 che ora passa con una frequenza (ad eccezione del fine settimana dove il traffico va in tilt) di dieci minuti. Resta lo stop ai notturni che comunque anche senza il Covid-19 sarebbero stati ridotti. E che tuttavia sono fermi da quattro mesi. 

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