Caivano, i genitori di Paola negano le accuse di omofobia: «Ciro è inaffidabile»

Martedì 15 Settembre 2020 di Alessia Strinati

La famiglia Gaglione era preoccupata per Paola perché Ciro sarebbe stato inaffidabile. Non c'entrerebbe nulla, dunque, la sessualità del ragazzo, secondo i genitori di Maria Paola e Michele Antonio Gaglione, con la morte della figlia per mano del fratello. 

Franco Gaglione e Pina Amico, del Parco Verde di Caivano (Napoli), starebbero vivendo una tragedia nella tragedia, come fa sapere il loro legale, dopo la morte della figlia e l'arresto del figlio, accusato di omicidio con l'aggravante dell'omofobia. La coppia ha spiegato che da tempo non approvava la relazione della figlia con Ciro, ma non certo a causa della sessualità del giovane. Ciro, raccontando dell'incidente, ha spiegato di essere stato preso a calci mentre era in scooter con Maria Paola dal fratello, fino a quando non sono caduti a terra e la ragazza è morta.

Il ragazzo ha spiegato che il motivo di tanto odio era legato al fatto che la famiglia non accettava la relazione di Paola con un trans, ma i genitori hanno negato, ammettendo di non aver mai appoggiato la relazione con Ciro, ma solo perché ritenuto poco affidabile. Proprio per dimostrare il loro rifiuto verso l'omofobia i genitori, sempre tramite il loro legale, hanno invitato la comunità gay a prendere parte alle esequie di Paola: «Non tanto fisicamente quanto emotivamente».

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