Caivano, il procuratore Melillo al Parco Verde: «Mai più camorra nelle nostre terre»

Caivano, il procuratore Melillo al Parco Verde: «Mai più camorra nelle nostre terre»
di Rosaria Rocca
Lunedì 28 Marzo 2022, 23:37 - Ultimo agg. 23:38
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Stato e chiesa, i due più grandi poteri della storia, uniscono le forze al Parco Verde di Caivano per dire: Mai più camorra nelle nostre terre. Il messaggio è stato lanciato proprio nel cuore del rione popolare, considerato dagli inquirenti centrale dello spaccio sia per i territori del Napoletano che per quelli del Casertano. Nella parrocchia San Paolo Apostolo, padre Maurizio Patriciello ha introdotto il convegno volto a tenere alta l’attenzione sulla criminalità organizzata che sta mettendo a dura prova la provincia a nord di Napoli. Non è pensabile abbassare la guardia contro il cancro di queste zone ed è con questo spirito che è avvenuto l’incontro. Il procuratore di Napoli Giovanni Melillo e il vescovo della diocesi di Aversa monsignor Angelo Spinillo hanno fatto sentire la loro presenza nel quartiere popolare caivanese. Ha partecipato al convegno anche Pino Ciociola, inviato speciale di Avvenire. Presenti le fasce tricolore di Caivano, Frattaminore, Melito, Crispano, Cardito ed Afragola. All’evento hanno partecipato anche i carabinieri del gruppo di Castello di Cisterna e, in particolare, delle compagnie di Casoria e Giugliano. 

 

Il procuratore Melillo ha guardato oltre il territorio locale facendo riferimento anche all’intera Italia. È stato posto l’accento sulla dignità «delle persone che non si piegano perché continuano a lavorare, ad osservare i loro doveri, a rispettare gli altri. Fanno tutto ciò che è dentro la storia, dentro il dna di una società civile. Credo che debba essere completamente sfatato, rifiutato l’argomento secondo il quale le scelte sono condizionate dall’ambiente in cui si vive. Con questo criterio, tutti i giovani di Caivano potrebbero ritrovarsi come giustificati componenti di bande delinquenziali». Padre Maurizio Patriciello ha lanciato un appello a nome dei cittadini: «I loro diritti sono bistrattati, calpestati. A questa gente a cui non abbiamo dato i diritti, abbiamo la faccia tosta di andare a chiedere i doveri. La gente è scoraggiata». Monsignor Spinillo ha concluso: «L’incontro è nato dal desiderio dei sacerdoti, che una settimana fa si sono incontrati con don Maurizio, di esprimere non solo la propria solidarietà ma anche di dire che in questo attacco ci sentiamo tutti colpiti».

I riflettori degli investigatori sono puntati sull’intera zona, soprattutto dopo gli ultimi accadimenti. Solo poche settimane fa, precisamente all’alba dello scorso 12 marzo, un’esplosione davanti all’ingresso del cortile della chiesa del Parco Verde aveva seminato il panico. Il lunedì precedente, ad Arzano, nel cortile del comando della polizia municipale venne ritrovato un manifesto funebre con foto e nome del comandante Biagio Chiariello. A questi due episodi hanno fatto seguito esplosioni di colpi d’arma da fuoco contro tre pizzerie e un noleggio auto a Frattamaggiore. Ancora prima teatro di raid criminali era stata la vicina Frattaminore. All’alba del giorno del convegno, lo Stato ha fatto sentire la sua presenza con l’esecuzione di un decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di sette soggetti. 

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