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Caldo record, a Napoli le fontane prese d'assalto: «E c'è chi abbandona i propri cani»

Venerdì 1 Luglio 2022 di Melina Chiapparino
Caldo record, a Napoli le fontane prese d'assalto: «E c'è chi abbandona i propri cani»

L'emergenza caldo non si ferma e, a Napoli, impazzano rimedi fai da te e strategie anti calura. Sui balconi e le terrazze dei palazzi partenopei, spuntano piscine gonfiabili, spesso allestite per i più piccini della famiglia ma la scena che si sta ripetendo sempre più frequentemente, in tutti i quartieri cittadini, è il bagno nella fontana. Stavolta non si tratta del rinfresco momentaneo di cui giova chi si inumidisce mani e capelli utilizzando le fontanelle pubbliche ma di chi, pur di fronteggiare le temperature roventi, è disposto a immergersi nelle fontane monumentali. Se da una parte, quindi, aumentano le percentuali delle assistenze ospedaliere collegate all'emergenza caldo che sta provocando svenimenti e malori, specie tra gli anziani, dall'altra parte sembra più che giustificata la moda del bagno urbano da considerare, a questo punto, una vera e propria necessità.

Disidratazione, astenia e palpitazioni sono i malori maggiormente riscontrati tra la popolazione over 70 napoletana che non soffre di patologie gravi e, per la quale, i medici raccomandano di fare attenzione a cominciare dal cambio di abitudini, evitando di uscire negli orari più caldi. I rischi più grandi, però, riguardano gli anziani colpiti da patologie cardiovascolari e polmonari «che potrebbero riscontrare un'acutizzazione delle loro patologie a causa del caldo», come spiega Emilio Bellinfante, primario del pronto soccorso dell'ospedale Vecchio Pellegrini che ha attivato delle procedure anti caldo per aumentare l'idratazione dei pazienti fragili e più anziani. Anche nelle residenze sanitarie per anziani dell'Asl Napoli 1, è scattato un protocollo preventivo a tutela degli ospiti e dei pazienti lungodegenti che non riguarda solo il monitoraggio delle temperature degli ambienti. Per i ricoverati nelle Rsa, infatti, le equipe di sanitari hanno previsto terapie di idratazione e un monitoraggio più serrato delle loro condizioni. 

A soffrire le temperature da bollino rosso sono, chiaramente, anche gli animali a cominciare dai quattro zampe che vivono negli ambienti domestici ma, per i più sfortunati, in strada oppure nei canili, la situazione è critica. «Stiamo adottando tutte le strategie per garantire ristoro ai 160 cani che accudiamo e per i quali cerchiamo adozioni», racconta Melina Vitale, fondatrice del Rifugio La Fenice Adla onlus che ha attrezzato gli spazi con piscine per i quattro zampe ma che si trova a fronteggiare un'emergenza ancora più grave. «Quest'anno gli abbandoni di cani sono aumentati del doppio rispetto all'anno scorso - continua la proprietaria del Rifugio a Ponticelli - riceviamo circa 40 telefonate al giorno di proprietari che si informano sulla possibilità di lasciarci il cane inventando scuse». L'appello di Melina e dei volontari è, ovviamente, quello di «non disfarsi del cane come fosse un passatempo, circostanza che si sta verificando sempre di più dopo la fase acuta della pandemia Covid». 

Ultimo aggiornamento: 2 Luglio, 11:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA