Camorra, il dossier Dia: più della violenza ​fa paura l'infiltrazione in economia e politica

Venerdì 17 Gennaio 2020

«Ancora più insidiosa, rispetto alle manifestazioni di violenza, appare la strategia di 'sommersionè, tesa ad infiltrare l'economia e la politica e a stringere accordi con altre organizzazioni criminali di diversa matrice territoriale, italiane e straniere». È quanto si legge nella relazione della Direzione Investigativa Antimafia sull'attività e sui risultati tra gennaio e giugno del 2019.

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«Anche le ultime indagini che hanno interessato il sistema camorra confermano la coesistenza di clan connotati da assetti e strategie operative diversificate, caratteristiche che rendono complesso darne una definizione univoca - sottolinea la Dia - Continuano a coabitare sugli stessi territori, in particolare nel capoluogo regionale e nella provincia, realtà criminali molto diverse. Sodalizi con radici consolidate quali il cartello noto come Alleanza di Secondigliano (nato per iniziativa dei gruppi Licciardi, Contini e Mallardo), il clan Mazzarella, i gruppi Polverino, Nuvoletta/Orlando e aggregati criminali meno evoluti a livello organizzativo, che si caratterizzano per un uso sistematico della violenza e per gli scontri armati con omologhi clan. L'elevata densità criminale delle aree dove tali fenomeni criminali proliferano, fa sì che negli spazi rimasti vuoti siano pronte a inserirsi altre famiglie».
 

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