Camorra, il Rione Traiano nuovo crocevia dei narcos: affari d'oro garantiti con lo spaccio h24

Martedì 25 Febbraio 2020 di Giuseppe Crimaldi

È il più grande e fornito supermercato di stupefacenti di Napoli, della Campania e probabilmente d'Italia. In poco più di un chilometro quadrato di superficie popolato da 24mila abitanti, il Rione Traiano è riuscito a strappare a Scampia e Secondigliano il primato nero del grande spaccio: e come è successo nei quartieroni della periferia nord, anche qui la camorra garantisce a centinaia e centinaia di famiglie il suo sporco welfare.

Lo spiegano bene le più recenti inchieste giudiziarie: in questo fortino dove si sono avvicendate famiglie di camorra che hanno scritto la storia criminale della città il vero petrolio è la droga. Lo spaccio è garantito h24 da una rete che riesce a resistere anche ai colpi di maglio dei blitz e degli arresti.

Impossibile cercare di censire le piazze: i clan hanno collaudato un sistema formidabile di vendita degli stupefacenti che garantisce a pusher e clienti di vendere e comprare senza incappare nei rischi delle picchiate a sorpresa di polizia e carabinieri; gli scambi avvengono all'interno delle trombe delle scale o negli scantinati blindati di edifici popolari che sembrano essere stati realizzati apposta per impedire alle forze dell'ordine di violarli.
 

 

Un fiume di droga e di denaro. Nel 2017 un'indagine dei carabinieri coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia svelò le trame del clan Puccinelli, uno dei gruppi criminali che ha contribuito a trasformare il quartiere storicamente popolato da operai e famiglie piccolo borghesi nel più grande crocevia del narcotraffico. E bisogna ricordarli, i numeri di quell'inchiesta che portò, tra l'altro, a 90 arresti e 137 indagati: pensate che grazie allo spaccio il clan incassava un milione e mezzo di euro al mese (che in un anno fa 360 milioni).

Ovvio che di fronte a tale e tanta posta in gioco, prima o poi le cose avrebbero dovuto portare all'ennesima sanguinosissima faida combattuta per il predominio assoluto dei traffici. Venne così, nel 2016, il tempo del terrore: con omicidi, agguati e raid messi a segno anche alla luce del giorno. Da un lato i Puccinelli, dall'altro gli ex fedelissimi protagonisti della scissione. Nel mese di giugno, in una sola giornata, si contarono sei stese. Oggi - questo raccontano i fatti ma anche le più recenti informative di polizia giudiziaria - la situazione si è normalizzata: segno evidente della pax camorristica raggiunta tra i vari gruppi criminali della zona occidentale. Al Rione Traiano regge un equilibrio che vede comunque egemone il gruppo Puccinelli con zone di appalto e subappalto delle piazze di spaccio affidate a cellule camorristiche minori.
 


E proprio come fu per Secondigliano e Scampia, oggi qui si soddisfano tutte le esigenze della clientela dei tossicodipendenti, perché non c'è grammo di sostanza che manchi nei depositi segreti sparsi tra via Romolo e Remo, via Tertulliano e via Catone. Al Rione Traiano si può trovare di tutto: dal micidiale kobret (ceduto a 12 euro a pallino), che soddisfa la fascia più disperata degli acquirenti, a cominciare dai giovanissimi balordi e delinquenti che dopo averlo inalato si sentono più pronti per andare a compiere rapine; alla cocaina di buona qualità, quella che pare sia richiestissima anche da fasce sociali più alte, soprattutto dai clienti vomeresi e posillipini ai quali le dosi vengono recapitate direttamente a domicilio grazie al collaudato sistema dei pony express.

Non mancano ovviamente le serre, all'interno delle quali vengono coltivate piante di marijuana le cui foglie poi vengono stoccate e confezionate da ragazzini e insospettabili casalinghe; qualche tempo fa la Guardia di Finanza scoprì un'area di circa 800 metri quadrati dove era stata impiantata una grossa piantagione di cannabis con più di 500 piante di varie dimensioni.

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Il destino di questo rione-satellite - emblema di quel periodo che Francesco Rosi scolpì nel film Le mani sulla città - sembra essere segnato verso un declino irreversibile. Ma non è detto. E anche se qui è più che mai vivo il ricordo di una notte tragica dell'estate 2014 - quando durante un inseguimento un carabiniere uccise il 17enne Davide Bifolco - anche se per i viali del quartiere sembrano ancora risuonare le urla di rabbia contro uno Stato considerato dai più nemico, è proprio l'esempio che viene da Scampia e dal Rione Sanità - quartieri che stanno faticosamente riuscendo ad affrancarsi dalla camorra - che può arrivare un sogno, una speranza, anche per il Rione Traiano. 

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