Marco di Lauro, il boss taciturno e discreto: in scena al posto di Cosimo

Il suo volto compare al secondo posto nell'elenco dei più pericolosi latitanti di mafia sul sito del ministero dell'Interno. In quella istantanea si riconosce il volto di un ragazzino, e quella è l'ultima immagine pubblica che si ha di Marco Di Lauro: l'unico esponente di camorra inserito in quell'elenco, lo stesso nel quale compaiono le foto di Attilio Cubeddu, del superboss di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro, e di 'ndranghetisti del calibro di Ernesto Fazzalari e Rocco Morabito.



Quella di Marco Di Lauro è davvero una storia da raccontare. Di lui, almeno fino alla fine della prima faida di Secondigliano, quasi non si era sentito parlare. Il suo nome inizia a comparire nelle carte degli atti giudiziari solo quando la famiglia Di Lauro è in rotta, cioè nel momento in cui sia il padre Paolo che suo fratello Cosimo vengono arrestati. In manette finiscono pure altri due fratelli: Vincenzo e poi Raffaele. Da allora - questo sostengono i magistrati della Procura antimafia di Napoli - le redini del potere criminale vengono giocoforza affidate a questo 23enne dalla faccia di bravo ragazzo. Passano gli anni e, nonostante abbia il fiato sul collo di polizia e carabinieri, Marco scompare, come inghiottito dal nulla. Invece è lì, sempre in zona. Almeno stando alla vulgata del quartiere e ad alcune sue misteriose apparizioni.



Si scrive e si racconta di tutto, sul suo conto: che esca travestito e truccato da donna per non incappare in un posto di blocco; che si sia fatto costruire in uno dei covi segreti addirittura una palestra superaccessoriata e con attrezzi ginnici di ultima generazione. I blitz delle forze dell'ordine si susseguono incessanti, lo cercano ovunque: nelle Case Celesti e ad Arzano, nel Giuglianese e - naturalmente - a Secondigliano, nei dintorni della casa paterna, a Cupa dell'Arco.



Ma niente. Marco è imprendibile. Forte di una fitta rete di complicità che investono sicuramente anche incensurati. Le latitanze costano. Non solo sacrifici personali, ma anche in termini di denari. Ma il potere economico dei Di Lauro si manifesta anche e forse soprattutto su questo fronte. Taciturno e discreto: così lo descrive chi lo ha conosciuto. Ma anche scaltro e con un buon livello culturale.



Di sicuro agli antipodi rispetto a quella testa calda di suo fratello "Cosimino", che fu poi uno degli artefici - secondo le ricostruzioni fatte dagli atti giudiziari - dello scontro cruento con i rivali del clan degli scissionisti.



giu.cri.
Martedì 27 Ottobre 2015, 09:08 - Ultimo aggiornamento: 27-10-2015 09:44




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