Camorra modello narcos, l'allarme dell'Antimafia: «Clan polverizzati»

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di Francesco Lo Dico

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È una camorra 2.0 modello narcos: polverizzata, spietata e senza regole, proprio come in Messico e in Colombia. È un’improvvisa mutazione genetica del dna criminale di Napoli e provincia, quella descritta dalla Direzione nazionale antimafia. Che nell’ultima relazione aggiornata al 31 luglio, registra la metamorfosi della malavita organizzata con parole allarmanti. «Oggi – avvertono gli investigatori – è fuorviante parlare di camorra, non solo e non tanto come unitaria associazione di tipo mafioso, ma addirittura come fenomeno criminale omogeneo presente su di un determinato territorio». La camorra tradizionalmente intesa, insomma, «non esiste più». A quella di un tempo, legata alla Nuova Famiglia, capace di ricorrere al metodo collusivo-corruttivo più che alla violenza, e di dialogare con l’establishment per farsi establishment essa stessa, se ne affianca un’altra emergente.

Giovane. Furibonda. Senza regole. E pronta a rottamare i vecchi boss. Che vede micro-clan, liquidi e mutevoli, contendersi ampie zone della città di Napoli e dell’hinterland, in guerra tra loro per le singole piazze di spaccio. 
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Lunedì 10 Settembre 2018, 22:55 - Ultimo aggiornamento: 11 Settembre, 18:27
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