Camorra a Napoli, i Mazzarella all'offensiva «conquistano» Forcella

Mercoledì 1 Luglio 2020 di Giuseppe Crimaldi
Le armi tacciono e gli affari sporchi vanno a gonfie vele. Ma cova il fuoco sotto la cenere lungo le strade battute dalla camorra del centro storico. Come lava incandescente sempre pronta a sboccare. Per comprendere quello che sta succedendo nel cuore della città antica bisogna puntare i riflettori, ancora una volta, su Forcella. Vediamo perché.

ENCLAVE STRATEGICA
Chi si prende Forcella comanda su Napoli, raccontavano i pentiti di camorra della prima ora. Una striscia di terra apparentemente insignificante, incastonata tra i quartieri Pendino e San Lorenzo a ridosso di via Duomo e tra Spaccanapoli e il corso Umberto, ma che assume invece un valore strategico criminale di prima importanza.
Tutti i più strutturati clan di camorra hanno cercato di allungare glii artigli su Forcella. Ed oggi la situazione non è cambiata.

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NUOVO DIRETTORIO
Circolano voci e boatos, in queste ore, su un nuovo capo, un plenipotenziario, posto sul trono di Forcella. Mancano ancora le conferme investigative sul nome, ma forse oggi è più corretto dire che a gestire le sempre redditizie piazze dello spaccio (tante) tra vicoli, slarghi e palazzi centenari, oltre al vorticoso giro di denari legato a usura e estorsioni c'è un direttorio scelto e imposto dai Mazzarella. Un ritorno di fiamma, quello che vede riappropriarsi di Forcella i delinquenti della cosca che continua a comandare su mezza Napoli e su buone parti del suo hinterland. Le più recenti informative di polizia giudiziaria in possesso dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia danno con chiarezza l'indicazione di un'espansione a raggio dei Mazzarella. Il clan continua nella sua espansione strategica mirata a lavorare ai fianchi il gruppo rivale dei Contini.

LINEA DI CONFINE
E dunque questa è la novità del momento. Sempre più vicini, e sempre più nemici, i due clan storici che hanno scritto a caratteri di fuoco e di sangue la storia dell'ultimo trentennio criminale di Napoli convivono, per ora, pur continuando a guardarsi in cagnesco proprio da Forcella. Perché poche decine di metri oltre quella che fu l'enclave dei Giuliano - oggi ridimensionati, ma mai scomparsi dalla linea d'orizzonte camorristica locale - ci sono pur sempre gli uomini di Edoardo o romano. L'impero nero dei Contini inizia proprio dall'area del Borgo Sant'Antonio Abate per estendersi fino all'Arenaccia e a Capodichino.

I RAID
Naturalmente la apparente pax di camorra che sembra reggere in tutto il centro storico non autorizza a dire che la situazione sia tutta rose e fiori. Con cadenza decisamente minore rispetto al passato recente si sono ridotte, ma non esaurite, le scorrerie armate, spesso generate per la gestione di una semplice piazza di spaccio.
Ma nell'analisi complessiva del quadro che disegna vecchie e nuove alleanze e inedite strategie c'è spazio anche per un secondo ragionamento, che conferma quanto forti restino le mire espansionistiche del clan Mazzarella. È un dato acquisito da recenti investigazioni quello che porta a ritenere come il disegno strategico della cosca che resiste a faide di camorra come a arresti e sequestri patrimoniali si sia realizzato non solo a Forcella, ma anche in un altro quadrante strategico della città: il Rione Sanità.

IL FUTURO
Dinanzi a questa eterna partita a scacchi tra due monoliti intorno ai quali gravitano gruppi e bande di giovani utilizzati spesso (vedi i Sibillo) come cavalli di Troia, ma sarebbe meglio dire come carne da macello, la situazione di apparente tranquillità potrebbe preludere a nuovi e sanguinosi scontri. Un film purtroppo già visto molte, troppe altre volte. E c'è, tra più di un investigatore, che ritiene si tratti solo questione di tempo. © RIPRODUZIONE RISERVATA