Camorra, due agguati in quattro giorni: la pista delle vendette tra rione Sanità e Pianura

Mercoledì 25 Agosto 2021 di Giuseppe Crimaldi e Luigi Sabino
Camorra, due agguati in quattro giorni: la pista delle vendette tra rione Sanità e Pianura

Un omicidio e due tentati omicidi in soli quattro giorni riaccendono i riflettori sull'inarrestabile ondata di violenza a Napoli. Episodi segnati da un unico comun denominatore: la giovanissima età delle vittime. Indagini in pieno corso da parte dei carabinieri, che indagano sulla uccisione di Antonio Zarra a Pianura; e della polizia, che cerca di far luce sul ferimento di due incensurati al Rione Sanità: Ciro Vecchione e Antonio Testa sono miracolosamente scampati alla furia dei killer che li hanno presi di mira e che, questo è certo, volevano la loro morte.

Per il feroce raid consumatosi in via Arena alla Sanità, l'altra notte, si continua a puntare su due piste. Quella di una improvvisa lite scoppiata nel cuore della notte tra due gruppi di ragazzi; e quella che porterebbe invece ad un terribile regolamento di conti rispetto ad un altro fatto di sangue accaduto all'inizio di aprile: quando a essere colpiti da alcuni proiettili furono due minorenni, di 14 e 15 anni. Uno di loro è il figlio del guardaspalle che proteggeva il latitante di camorra Nicola Rullo, esponente di spicco del clan Contini. Ma c'è un elemento importante di novità: dalle immagini acquisite dalla Polizia Scientifica alla Sanità emergerebbero elementi importanti di svolta utili alla identificazione dei quattro aggressori di Vecchione e Testa. Al lavoro gli agenti della Squadra mobile della Questura, in quei fotogrammi potrebbero nascondersi i volti e i nomi dei killer. «Questo episodio - commenta il consigliere regionale della Lega, Severino Nappi - è l'ennesima prova di una situazione da allarme rosso. In alcuni quartieri particolarmente esposti alla criminalità, c'è bisogno di veri progetti finalizzati alla reale affermazione della legalità». 

 

Passiamo all'altro caso, quello dell'omicidio di Antonio Zarro. Anche in questo caso potrebbero presto arrivare ad una svolta le indagini sull'assassinio del 25enne ammazzato qualche giorno fa nel quartiere Pianura. Il giovane venne crivellato da sette colpi di pistola calibro 9x21, ucciso come un boss. Secondo quanto trapelato dal fitto riserbo delle fonti investigative, il possibile movente sarebbe da ricercarsi nelle recenti frequentazioni della vittima, tra cui alcuni soggetti legati ad un ras emergente nel quartiere della periferia occidentale di Napoli, ritenuto il reggente di quel che resta della cosca Pesce-Marfella. Frequentazioni che si sarebbero intensificate di recente come documentato dai controlli su strada eseguiti dalle forze dell'ordine nelle settimane immediatamente precedenti all'agguato di via Jacopo Carrucci. Amicizie sbagliate.

Eppure Zarra non era considerato organico alla criminalità organizzata pianurese. Anzi. Fino a qualche mese fa, infatti, gestiva insieme ai familiari una pizzeria in via Montagna Spaccata, nei pressi della caserma dei vigili del fuoco. Negli ultimi tempi, però, avrebbe deciso di cambiare totalmente vita. Legatosi sentimentalmente a una ragazza appartenente a una famiglia nota negli ambienti investigativi, Zarra sarebbe stato notato mentre, insieme al cognato, girava a bordo di un furgone con cui recuperava ferro vecchio. Secondo le notizie apprese dagli investigatori, poi, a settembre si sarebbe dovuto trasferire a Roma per iniziare un nuovo lavoro come guardia giurata. Una decisione che, spiegano gli investigatori, potrebbe essere stata dettata dalla necessità di cambiare aria proprio a causa di quelle frequentazioni sbagliate.

A quanto pare Zarra, questo emerge anche da elementi raccolti sul territorio dagli inquirenti, avrebbe iniziato incomprensibilmente a nutrire una vera e propria passione per certi ambienti di malavita al punto che - pur non avendone mai fatto parte - aveva tra le sue amicizie numerosi soggetti noti della camorra pianurese. Non a caso, prima di bazzicare gli uomini del gruppo emergente che sta seminando il terrore nel quartiere, era stato notato in compagnia di soggetti ritenuti affiliati ad un altro sodalizio criminale che cerca di assumere il predominio dei traffici illeciti. Possibile, anche se si tratta solo di una mera ipotesi investigativa, che la scelta di Zarra di accompagnarsi ad elementi dello schieramento avversario sia stata mal digerita dai suoi vecchi compagni che, anzi, potrebbero aver interpretato il tutto come un tradimento. 

Ultimo aggiornamento: 12:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA