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Camorra. «Quel giudice va ucciso»
nel mirino finisce il pm D'Alessio

Martedì 17 Maggio 2016 di Marilù Musto
Camorra. «Quel giudice va ucciso» nel mirino finisce il pm D'Alessio
Nuovo allarme attentati contro i magistrati campani. Una intercettazione ambientale del marzo scorso fotografa l'ira dei familiari del boss Augusto La Torre nei confronti del pm della procura di Napoli Alessandro D'Alessio. Nel colloquio si fa preciso riferimento alla volontà di uccidere il magistrato. Si tratta di una conversazione avvenuta in un carcere di massima sicurezza in Piemonte e captata dagli investigatori nel corso di un'inchiesta della Procura di Roma. È la prova che dietro l'apparente silenzio dei clan camorristici covavano piani d'attacco agli uomini delle istituzioni. La nuova minaccia si aggiunge a quelle già arrivate nei confronti del procuratore capo di Napoli, Colangelo e del pm antimafia, Sirignano. Stavolta la fonte del pericolo è casertana e riguarda alcune schegge della camorra casalese che puntano a far «risorgere» il gruppo di Augusto La Torre, il boss laureato in Psicologia che minacciò il pm Raffaele Cantone.
Ultimo aggiornamento: 12:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA