Svolta nella faida di camorra a Ponticelli: arrestati il figlio del boss Sarno e altri tre affiliati per un omicidio di 19 anni fa

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Fu ucciso in una sala giochi perché si era schierato con una fazione che aveva deciso di scindersi dal clan Sarno. C'è questo dietro l'omicidio di Paolo Colaiacolo, ammazzato nel 1998 nel quartiere Ponticelli di Napoli. Oggi sono state eseguite dalla Squadra Mobile della Questura di Napoli, in collaborazione con la Squadra Mobile di Prato, quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di esponenti dell'ormai disciolto clan camorristico dei Sarno. E si è anche ricostruito il contesto in cui l'agguato scattò.
 

L'omicidio, secondo le indagini, fu deciso da Antonio Sarno e Ciro Esposito, all'epoca dei fatti reggenti del clan Sarno e materialmente eseguito da Vincenzo Cece, Antonio Tubello e Nicola Martinez. Il tutto si colloca nell'ambito di un contesto di particolare fibrillazione vissuto, all'epoca dei fatti, dal clan Sarno e causato dalla scissione dal gruppo della fazione legata ad Antonio De Luca Bossa, antico alleato che dichiarò guerra ai propri sodali con un gesto clamoroso e tragico ossia l'esplosione dell'automobile su cui viaggiava Luigi Amitrano, affiliato e nipote dei fratelli Sarno, determinandone la morte. Colaiacolo, secondo le indagini, fu ucciso perché, dopo la di Amitrano, si schierò apertamente con il clan De Luca Bossa.

Nicola Martinez e Antonio Tubello sono stati catturati nel quartiere di Ponticelli mentre Antonio Sarno, figlio di Ciro, attuale collaboratore di Giustizia e, all'epoca dei fatti, capo indiscusso del clan, è stato catturato a Prato dove si era stabilito da qualche anno. A Cece l'ordinanza è stato notificata in carcere ove era già detenuto per altra causa. Determinanti, nelle indagini, le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia.
Venerdì 20 Ottobre 2017, 12:08 - Ultimo aggiornamento: 21-10-2017 08:43
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