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Campania, ordinanza De Luca senza feste in discoteca: «Danno incalcolabile, servono ristori adeguati»

Mercoledì 22 Dicembre 2021 di Emma Onorato
Teatro Posillipo

In Campania il settore dell'intrattenimento sembra non trovare pace. L'ultima ordinanza emanata dalla Regione Campania - che vietate feste ed eventi consimili in sale da ballo, discoteche e locali assimilati fino al primo  gennaio 2022 - è stata una vera doccia fredda per gli imprenditori del settore che solitamente organizzano eventi in occasione del Natale e del Capodanno. Un comparto che già ha pagato duramente il prezzo della pandemia, e che ora si ritrova a fare i conti con una nuova fase critica. Così in una lettera indirizzata al presidente Vincenzo De Luca, Alessandro Esposito, presidente Silb Confcommercio Campania, sottolinea il duro colpo che comporta questa ordinanza: un’ulteriore stangata al settore che dall’inizio della pandemia ha perso il 30% delle imprese che sono state costrette a chiudere definitivamente. «Un'ordinanza che considero folle - commenta Esposito, presidente Silb Confcommercio Campania - Arriva come una doccia fredda, ma anche come uno stop che crea e arreca un danno incalcolabile. Si stima che a partire da questi giorni, e fino a Capodanno incluso, il fatturato possa diminuire del 25-30%: un danno veramente grande per tutte quelle attività che stavano riuscendo a trovare un po' di ossigeno, ovvero quelle attività che durante il periodo della pandemia sono state le prime a chiudere e le ultime a ripartire». Esposito dichiara - a nome della sua categoria - che sarebbero i primi a fermarsi qualora ci fossero delle forme di sostegno economico adeguate, poi aggiunge: «C'è un tale rispetto per la pandemia, e una tale attenzione per il Covid, che ritengo giusto fermarsi qualora ci fossero i presupposti per farlo. Però lo stesso rispetto è richiesto nei confronti della nostra categoria, nei confronti dei lavoratori. Non ci dimentichiamo dell'indotto che ruota attorno a queste attività, e di quanto siano importanti le risorse umane che lavorano per queste attività e che naturalmente includono le loro famiglie».

Un'organizzazione saltata - a causa dell'ordinanza regionale - che ha creato enormi danni e disordini: «Avevamo iniziato a raccogliere un po' di acconti, come si usa fare per le serate strutturate, ma soprattutto per serate che devono tener conto di una capienza limitata al 50%. In questi casi il principio della prenotazione diventa fondamentale per la realizzazione dell'evento stesso». Così - come racconta il presidente Silb Confcommercio Campania - oltre a provvedere alla restituzione degli acconti già versati, si sta affrontando un problema di prospettive e programmazione. Ad oggi resta  consentito il solo svolgimento di pranzi o cene esclusivamente in forma statica, con posti a sedere preassegnati, e con l'obbligo di indossare la mascherina per tutta la durata dell’evento: «Non sapere come svolgere una cena in forma statica, senza il ballo, equivarrebbe a una chiusura». 

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Giovedì si terrà la riunione della cabina di regia presieduta da Mario Draghi; ma l'attesa di una nuova stretta per contrastare la corsa del virus, desta non poche preoccupazioni per chi opera nel settore dell'intrattenimento, così Esposito rivolge un appello alle istituzioni e accende un faro sia sulle esigenze dei giovani che sulle necessità del suo settore: «Un comparto che vuole riappropriarsi della dignità perduta e del diritto al lavoro», conclude. 

Ultimo aggiornamento: 23 Dicembre, 09:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA