Capo ultrà e pusher: arrestato al rione Savorito il signore della droga di Castellammare

Mercoledì 14 Ottobre 2020 di Dario Sautto

I fratelli boss sono in carcere e tocca a lui gestire la piazza di spaccio nel «bronx» Faito del rione Savorito. Con la vedetta e il suo pusher, è finito in manette anche Giovanni Imparato, 56 anni, fratello di Salvatore «'o paglialone» e Michele «zì Peppe», a sua volta conosciuto con il soprannome «zì Giuann», pluripregiudicato con precedenti per camorra, in estate parcheggiatore abusivo ai lidi e di domenica capo ultras della Juve Stabia. Insieme a due uomini della «vecchia guardia» degli Imparato, i fedelissimi alleati del clan D'Alessandro, è finito in carcere ieri, su richiesta della Procura di Torre Annunziata a chiusura della convalida dinanzi al giudice monocratico oplontino.

Lunedì sera Imparato è stato arrestato in flagranza di reato dai carabinieri della sezione operativa della compagnia di Castellammare di Stabia, che hanno effettuato il blitz antidroga nel rione Savorito agli ordini del capitano Carlo Venturini e del tenente Andrea Riccio. Un lungo appostamento all'interno e all'esterno del «bronx» ha permesso ai carabinieri di fermare e segnalare alla prefettura tre clienti dei pusher che avevano appena acquistato dosi di hashish e cocaina praticamente in pieno giorno. A quel punto è scattata l'operazione, che ha permesso di arrestare Giovanni Imparato, la vedetta Aniello Birrese, 48 anni e l'altro esperto pusher Catello Amore, 58enne, tutti con una sfilza di precedenti alle spalle, quasi tutti legati allo spaccio di droga in quel quartiere. La successiva perquisizione ha portato a sequestrare altri 6 grammi di hashish, 0,6 di cocaina e 225 euro in contanti, l'incasso del pomeriggio di spaccio. Dopo una notte ai domiciliari, Imparato e i suoi sono comparsi ieri dinanzi al giudice per la convalida dell'arresto e, dopo la richiesta dell'accusa, i tre sono stati trasferiti in carcere in attesa del processo. Pluripregiudicato, Giovanni Imparato è ritenuto dall'Antimafia l'attuale reggente della piazza di spaccio del rione Savorito, riorganizzata dopo il blitz che un anno fa portò all'arresto dei fratelli, dei fornitori e dei pusher del quartiere. In campo sono tornati, però, lo stesso Imparato e i vecchi spacciatori del bronx Faito, il quartiere che dichiarò guerra ai collaboratori di giustizia con il clamoroso falò della camorra di due anni fa: la notte dell'Immacolata 2018, i «paglialoni» incendiarono una pira di legno impiccando un manichino e dando fuoco allo striscione che recitava «così muoiono i pentiti, abbruciat». Pochi giorni fa, per Salvatore e Michele Imparato è arrivata la condanna a vent'anni ciascuno di carcere.

Proprio ieri mattina si è celebrata la prima udienza del maxi processo «Tsunami», il blitz mai eseguito contro il clan D'Alessandro. Formalmente tutti gli imputati sono a piede libero, ma rispondono di estorsione aggravata dal metodo mafioso e altri reati di camorra contestati fino al 2010. Dopo che il pm Giuseppe Cimmarotta ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio, hanno chiesto il rito abbreviato il boss Pasquale D'Alessandro, suo cugino Michele, l'anziana mamma Teresa Martone e Antonio Lucchese, nonché i killer pentiti Renato Cavaliere e Salvatore Belviso. Per loro il processo sarà a dicembre. Tutti gli altri affronteranno l'udienza preliminare ed, eventualmente, il processo con rito ordinario. Tra gli imputati spiccano i nomi di Vincenzo D'Alessandro (attualmente libero) e Paolo Carolei (detenuto al 41-bis), ma anche l'imprenditore Guglielmo Coppola e altri presunti affiliati. 

Ultimo aggiornamento: 15:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA