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Capri, Federalberghi accusa: «I monopattini elettrici sono pericolosi, servono regole e controlli»

Venerdì 1 Luglio 2022
Capri, Federalberghi accusa: «I monopattini elettrici sono pericolosi, servono regole e controlli»

Federalberghi isola di Capri sollecita con forza le due amministrazioni comunali affinché intervengano per disciplinare il traffico di veicoli elettrici a due ruote che, oltre che a rappresentare un nuovo sistema di mobilità, rappresentano anche un ulteriore pericolo per i pedoni, un appello affinché dispongano un più stretto controllo sulla circolazione di biciclette elettriche e monopattini prima che si possa incorrere in qualche serio incidente. Lo fa sapere il presidente Sergio Gargiulo che investe del problema i sindaci di Capri ed Anacapri, Marino Lembo e Alessandro Scoppa, a seguito delle numerose segnalazioni raccolte fra turisti e cittadini sull’indisciplina che i possessori dei mezzi elettrici manifestano durante la circolazione.

«La mobilità alternativa sta diventando un problema serio per l’isola di Capri, sul territorio di tutti e due i comuni, soprattutto nelle zone pedonali dove ormai si è in pericolo passeggiando – dichiara Gargiulo – Così come è stato fatto per i carrelli elettrici del trasporto merce, bisogna adottare regole ed operare controlli a salvaguardia dell’incolumità delle persone».

Sono numerosi i turisti che raccontano di essere stati sfiorati se non colpiti da uno di questi mezzi che circolava a velocità sostenuta fra la gente, soprattutto nelle aree pedonali. Spesso si tratta di persone di una certa età che non hanno i riflessi così pronti per scansare il pericolo. «L’impressione – aggiunge Gargiulo - è che chi adopera questi mezzi sia convinto di maneggiare un giocattolo senza rendersi conto che si tratta di un vero e proprio mezzo di locomozione con la conseguente pericolosità. Forse dimenticano che lo stesso mezzo è soggetto alle regole del codice della strada, a partire dall’utilizzo del casco. Capri non è territorio franco, qua valgono le stesse regole della terraferma, e se fosse possibile bisognerebbe inasprirle considerando la natura del territorio».

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