Carabiniere travolto e ucciso nel Napoletano, era l'ultimo giorno prima delle ferie: il bimbo lo aspettava per partire

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di Carmen Fusco

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Due vite spezzate e una appesa ad un filo. Due famiglie distrutte e una che prega per un altro padre di famiglia che lotta per sopravvivere a una tragedia che lascia sgomenta la provincia di Napoli e quella di Avellino. La Campania e l’Italia intera. L’Arma perde l’appuntato scelto Vincenzo Ottaviano e spera di vedere di nuovo in servizio il vicebrigadiere Attilio Picoco, ricoverato in prognosi riservata al San Giovanni Bosco di Napoli. A Quadrelle si piange per Benigno Di Gennaro, 50 anni, che ha trovato la morte mentre andava al lavoro in una delle fabbriche della zona per fare il turno di notte. Oggi sarà il giorno dell’addio per due uomini che non si conoscevano ma che il destino beffardo ha unito nella morte. Vincenzo Ottaviano, 40 anni, lascia la moglie e un bimbo di 7 anni.  
I colleghi della compagnia di Castello di Cisterna con il capitano Tommaso Angelone lo definiscono «un puro». Appuntato scelto, lavorava lí da un anno dopo essersi trasferito dalla tenenza di Cercola. Salvatore, suo figlio, ancora non sa. Un altro Salvatore, suo padre, non vuole arrendersi alla tragica realtà. L’auto che ha travolto il carabiniere ha spezzato la vita di un uomo e ha sconvolto quella di una intera famiglia.

Nulla sarà come prima per Genoveffa e Salvatore: erano inseparabili, una famiglia modello. E nulla sarà come prima per mamma Carmela e papà Salvatore, finanziere in pensione, che nella casa di Sasso, frazione di Roccarainola, reagiscono con dignità a uno strazio terribile e innaturale.
 
 

L’Arma dei carabinieri in un post su Facebook ha espresso dolore e vicinanza: «L’appuntato scelto Vincenzo Ottaviano in servizio a Castello di Cisterna, in provincia di Napoli, 40enne coniugato, padre di un bimbo di 7 anni, ha perso la vita travolto da un’auto mentre rilevava un sinistro su una strada statale. È difficile spiegare la morte a un bambino, soprattutto è difficile dirgli che non vedrà più il suo papà e indicargli perché. Possiamo essergli vicini, a lui e ai suoi cari, e promettergli che il genitore non sarà dimenticato». Da oggi Ottaviano sarebbe andato in ferie, a casa le valigie erano pronte. Appena pochi giorni fa, il 13 luglio, famiglia e amici avevano festeggiato i 40 anni di Enzo; più o meno negli stessi giorni anche Benigno aveva compiuto gli anni. Per entrambi gli ultimi frammenti di felicità. Alla festa di Enzo c’era anche il sindaco di Roccarainola, Raffaele De Simone, che ieri non ha nascosto la commozione per la morte del giovane carabiniere: «Ho appreso dell’incidente mentre ero in bici, lontano alcuni chilometri dal mio paese. Non ho avuto più voglia di proseguire e sono tornato indietro. Chiedermi di descrivere Vincenzo significa farmi ricordare di una persona straordinaria. Appassionato in ogni cosa che faceva, a cominciare dalla squadra di calcio che aveva messo in piedi e che seguiva come fosse una sua creatura. Non so immaginare cosa farà suo figlio quando gli diranno che il suo papà non c’è più. Vivevano l’uno per l’altro». E insieme, Vincenzo e Salvatore si prendevano cura del campo di calcio dove si allenava la squadra del Sasso, formazione che milita in seconda categoria e del quale lui era direttore sportivo.

I suoi ragazzi adesso sono affranti, hanno perso un amico, un fratello, non solo un coach. Ci saranno anche loro, alle 16 di oggi, ai funerali nella piccola chiesa di Sasso. Vincenzo abitava con la famiglia a Cicciano, un tiro di schioppo da Roccarainola ma il suo nido é rimasto quello. A dargli l’ultimo saluto sarà don Virgilio Marone che celebrerà il rito religioso: Ricordo ancora - racconta il sacerdote -la felicità che domenica scorsa aveva negli occhi quando in chiesa tutti gli abbiamo fatto gli auguri per il suo quarantesimo compleanno. Mi ha detto di aver sentito il calore di tutta la comunità e ne é rimasto molto colpito. Per questo la tragedia di Vincenzo e della sua famiglia è la tragedia di tutti. Qui le vite si intrecciano, sono tutt’uno». A Quadrelle, nel baianese, sarà lutto cittadino per la morte di Benigno Di Gennaro. Il suo tempo libero lo dedicava tutto alla moglie Filomena e ai due figli. «Per il nostro paese è un giorno molto triste. Ci troviamo a piangere - ha detto il primo cittadino Simone Rozza, amico di Benigno -un nostro concittadino, un amico che tutti conoscevano e che lascia un ottimo ricordo nella comunità». Lacrime e preghiere. Come quelle per la salvezza del vice brigadiere Attilio Picoco di 44 anni. Il Vallo di Lauro fa il tifo per lui. Le sue condizioni sono particolarmente critiche ma stazionarie. Il militare, in servizio a Castello di Cisterna, ha subito una grave emorragia cerebrale, un trauma cranico e fratture varie al bacino e in modo particolare agli arti inferiori. È in coma farmacologico all’ospedale San Giovanni Bosco. I medici non si sbilanciano.
Sabato 21 Luglio 2018, 22:56 - Ultimo aggiornamento: 23 Luglio, 07:20
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