Rivolta nel carcere di Poggioreale: «Sfasciato il padiglione Salerno»

Il carcere di Poggioreale (Newfotosud, Antonio Di Laurenzio)
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Pomeriggio ad alta tensione nel carcere napoletano di Poggioreale dove oltre duecento detenuti per qualche ora hanno messo a soqquadro le celle e una sezione del padiglione 'Salernò prima che la protesta rientrasse al termine di una trattativa condotta dal comandante del reparto di Polizia Penitenziaria dell'istituto e dal Provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria. Presente anche il magistrato della Procura di Napoli Nunzio Fragliasso. All'origine della sommossa - riferisce il Sappe - il mancato trasferimento in ospedale di un detenuto affetto da febbre alta. Terminata la protesta, i detenuti hanno fatto tutti rientro nelle proprie celle. Il gruppo di 220 facinorosi - ricostruisce i fatti il Dap - aveva preso possesso nel primo pomeriggio del padiglione Salerno dell'istituto, sfogando la propria rabbia sulle strutture del reparto detentivo e sulle suppellettili. Squadre di agenti di Polizia Penitenziaria provenienti da altri istituti del territorio sono accorse per affiancare gli agenti in servizio a Poggioreale, contribuendo a riportare la calma e a ripristinare la normalità. Ingenti i danni arrecati al padiglione, ma fortunatamente nessun ferito fra personale e detenuti che non sono venuti a contatto. I detenuti violenti autori della protesta saranno presto trasferiti altrove. Sul tema delle aggressioni da parte dei detenuti - si fa notare dal Ministero di via Arenula - il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria sta lavorando da tempo, e il gruppo di lavoro istituito sta per produrre un progetto condiviso dai sindacati.  
 
 

L'ennesima rivolta carceraria ha suscitato la reazione durissima dei sindacati degli agenti di polizia penitenziaria. A denunciare la rivolta per primo è stato proprio il Sappe: «La situazione è molto grave», ha riferito Emilio Fattorello, segretario nazionale per la Campania. «Ci arrivano da Poggioreale - spiegava a metà pomeriggio - segnali allarmanti di una crescente tensione, con i detenuti che dopo aver sfasciato interamente parte del padiglione Salerno stanno continuando da ore a minacciare gli agenti di polizia Penitenziaria in servizio nelle sezioni detentive con i piedi di legno dei tavoli e manici di scope». Per il segretario generale del Sappe, Donato Capece, in Campania la situazione per gli agenti di polizia penitenziaria, sempre di più al centro di aggressioni, è diventata insostenibile. D'accordo Gennarino De Fazio (Uilpa) per il quale è indispensabile introdurre misure che elevino gli standard di sicurezza e correggano le falle nei sistemi custodiali. Mentre l'Uspp (Unione sindacati polizia penitenziaria) con Ciro Auricchio invita il governo a non aspettare «che ci scappino i morti». Sulla stessa falsariga la presa di posizione di Roberto Santini, segretario generale del Si.N.A.P.Pe, per il quale «non è il tempo di allentare i livelli di sicurezza in alcun istituto, né di distrarre attenzione e risorse verso attività ricreative. Siamo stanchi. Le carceri italiane stanno vivendo una recrudescenza di rivolta contro lo Stato pericolosissima». 
Domenica 16 Giugno 2019, 17:44 - Ultimo aggiornamento: 17 Giugno, 07:22
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COMMENTA LA NOTIZIA
4 di 4 commenti presenti
2019-06-17 09:37:32
ai carcerati ho un messaggio: In America diciamo cosi': volevi la bicicletta? ora pedala!
2019-06-16 22:48:33
Debbono pagare tutto quello che hanno sfasciato che è stato pagato dai contribuenti. Sequestro di ogni introito finché non hanno rifuso l'intero ammontare. Hanno una paga sia pur minima se svolgono lavoretti in carcere e fuori: sequestro. Senza applicazione delle regole, che esistono, sempre lo Stato di Pulcinella saremo.
2019-06-16 20:38:40
Che storia triste.La verità e le ragioni stanno sempre nel mezzo.
2019-06-16 20:25:29
padiglione particolare il salerno. un terzo di immigrati (molti non parlano italiano), la metà con anamnesi positiva per tossicodipendenza. agenti di polizia con anni e chili di troppo.

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