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Ospedale Cardarelli, caos e accuse a Napoli: «Qui gravi irregolarità»

Mercoledì 3 Agosto 2022 di Ettore Mautone
Ospedale Cardarelli, caos e accuse a Napoli: «Qui gravi irregolarità»

Pronto soccorso del Cardarelli senza pace: nella prima linea del più grande ospedale della Campania serpeggia il malumore. L’ospedale è in difficoltà, costretto ormai sempre più spesso a dare forfait per dare respiro al personale ridotto all’osso e messo in ginocchio dagli afflussi record e dalla totale saturazione di letti e barelle. Lo stress correlato ai ritmi di lavoro ha il suo peso certo. La penuria di specialisti incide, eccome. Manca poi un sufficiente riposo tra un turno e l’altro. Così come le ferie prolungate per più di una settimana sono un lontano ricordo. Ma c’è dell’altro: l’insoddisfazione è palpabile, i mugugni e gli scontri verbali con il primario dell’unità operativa di accettazione e pronto soccorso Fiorella Paladino, sono in questo contesto diventati sempre più frequenti, testimoniati dai numerosi carteggi interni e dalla fitta corrispondenza con la direzione sanitaria rinforzate da note ufficiali di alcuni sindacati come Cgil, Cisl a cui si sono aggiunti Nursing Up e Cobas per il comparto.

La direzione strategica e sanitaria dell’ospedale è giunta ormai alla vigilia del passaggio di mano ad Antonio D’Amore in arrivo dalla Asl Napoli 2 nord. Nel mirino c’è dunque il primario su cui si concentrano rilievi e contestazioni. Il 27 luglio scorso con una nota interna firmata da una dozzina di medici del reparto, in merito al turno di agosto, viene espressa «gravissima preoccupazione per le notevoli carenze di organico», denunciando rischi per operatori e pazienti.

Ma c’è di più: dito puntato sulla quota di ore aggiuntive «al di fiori di ogni normale carico di lavoro», laddove a tutt’oggi - è scritto nella nota - non risultano ancora corrisposti gli emolumenti per le ore in sovrannumero effettuate nei mesi scorsi. Ci sono poi le irregolarità segnalate come la mancanza di firma del turno. L’appello è a un chiarimento per migliorare il servizio. A stretto giro arriva la stigmatizzazione della segretaria aziendale e di Napoli della Cgil funzione pubblica. Il 1 agosto una settantina tra infermieri e operatori socio sanitari firmano una missiva in cui segnalano ai vertici dell’ospedale il venir meno delle delle condizioni di fiducia e rispetto con il responsabile dell’unità operativa. Segnalati scontri verbali, discussioni e il clima di tensione sempre più alto a fronte di stress da lavoro oltre i limiti sostenibili. Clima che, secondo gli scriventi, rischia di condizionare negativamente il lavoro già pesante mentre si fa riferimento a una “guerra” che sarebbe stata messa in atto contro una coordinatrice dei camici bianchi a cui viene assicurato invece il pieno sostegno. 

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La diretta interessata non intende replicare: la Paladino è una professionista nota per essere un medico che lavora a testa bassa, sempre in prima linea e senza risparmio di energie. Chi la conosce bene ne ricorda i tratti di fervente cattolica e rivela che il suo faro, dopo le dimissioni dal Cotugno per il Covid il 27 marzo del 2020, è il discorso di Papa Francesco nell’omelia pronunciata quel giorno. A difenderne l’operato interviene il consigliere regionale del Moderati Pasquale Di Fenza: «È evidente che su questo clima pesano le condizioni di lavoro». Ieri intanto è stato l’ultimo giorno di lavoro del direttore sanitario aziendale Giuseppe Russo passato a dirigere la Asl Napoli 3 sud mentre l’attuale manager Giuseppe Longo va al timone del vicino policlinico. 

La Asl Napoli 1 intanto rilancia la campagna vaccinale: distretti e Fagianeria sono aperti tutti i giorni dal lunedì al venerdì (escluso lunedì 15 agosto) dalle 9 alle 14 e il solo mercoledì nella fascia 5- 11 anni. 

Ultimo aggiornamento: 5 Agosto, 08:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA