Bimbo massacrato di botte, la dura vita di Vale e gli uomini sbagliati: «Ora vuole giustizia»

Mercoledì 30 Gennaio 2019 di Ciriaco M. Viggiano
MASSA LUBRENSE - Chi la conosce parla di una «donna quadrata». Lavoro regolare, stipendio fisso sebbene non particolarmente ricco, mai un ritardo nel pagamento delle bollette o dell'affitto. E poi quei tre figli partoriti quando era poco più di una ragazzina ma seguiti sempre con attenzione, nonostante il dolore scatenato dalla prematura morte del primo e l'assenza del loro papà. Eccola, Valentina Casa: un esempio di dedizione al lavoro e alla famiglia, almeno secondo quanti l'hanno vista crescere in quel dedalo di vicoli che è il centro di Massa Lubrense. La storia della 30enne è quella di tante ragazze che decidono di abbandonare gli studi per cominciare a lavorare: un'esigenza dettata dal desiderio di indipendenza, ma anche dalla necessità di contribuire al menage di una famiglia che non naviga nell'oro.
 
Ben presto, infatti, i genitori di Valentina si separano e la giovane va ad abitare con la madre e i fratelli a casa di due anziane zie. Terminate le scuole medie, la ragazza dice addio ai libri per dedicarsi al ruolo di collaboratrice domestica presso diverse famiglie di Massa e dintorni. Le amicizie non le mancano e, nel tempo libero, non rinuncia all'immancabile passeggiata lungo il corso di Sorrento. Ed è proprio qui che conosce Fabrizio. Tra i due sboccia l'amore, Valentina resta persino incinta. A questo punto la vita la mette davanti a un'altra difficile prova: la giovane dà alla luce un bambino che, a causa di gravi problemi di salute, muore poche settimane più tardi. Poi la coppia ci riprova e viene al mondo Noemi, seguita da Giuseppe ed Erminia. Le responsabilità, tuttavia, aumentano e il rapporto tra Valentina e Fabrizio si deteriora fino alla definitiva separazione. La circostanza non sembra penalizzare i bambini. Giuseppe e Noemi frequentano regolarmente la scuola a poche centinaia di metri dalla casa in via Sirignano dove abitano insieme al resto della famiglia. Spesso ad accompagnarli è proprio Valentina che da tempo ha trovato posto come collaboratrice domestica presso una facoltosa famiglia di Sorrento. Quando gli impegni lavorativi la tengono lontano da Massa, però, sono la madre Anna Adele o i fratelli Augusto e Michele ad accompagnare e prelevare i piccoli da scuola.

«I bambini sono sempre stati seguiti con cura, attenzione, rispetto racconta la madre di un compagno di classe di Noemi Non sono mai stati parcheggiati in classe. Potrà essere mancato loro il benessere, ma di certo non l'affetto». Tra i banchi di scuola i piccoli si dimostrano subito vivaci, intelligenti, socievoli. A cominciare da Noemi: «Ha una parlantina straordinaria riferisce una vicina di casa Quando nella cappella in via Sirignano si celebra la Madonna del Carmine, chiacchiera con tutti con grande disinvoltura: una spigliatezza non comune per una bambina della sua età». Nessuna situazione, insomma, tale da imporre l'intervento dei servizi sociali. Passano gli anni e, durante una visita al mercato settimanale di Sorrento, Valentina conosce Tony.

Il giovane è un venditore ambulante di origini tunisine che, almeno in un primo momento, si dimostra molto affezionato ai figli di primo letto della compagna. Tanto che, a luglio 2018, la coppia decide di trasferirsi nell'hinterland napoletano. Valentina conserva per qualche mese il posto da collaboratrice domestica presso una facoltosa famiglia sorrentina alla quale è molto legata. Poi dice addio a Massa Lubrense e, insieme al nuovo compagno e ai tre figli, comincia una nuova vita a Crispano prima e a Cardito poi. Non immagina che il destino la metterà dinanzi all'ennesima, dolorosa prova: la morte di Giuseppe, massacrato da Tony. «La vita è stata dura con Valentina sottolinea una parente Eppure è sempre stata seria, ha sempre pagato le bollette, contribuito all'affitto e garantito un piatto ai bambini. Non meritava di patire questo strazio». Alla tragica morte del piccolo Giuseppe e al ferimento di Noemi, Valentina ha reagito senza esitazioni. Due giorni fa si è barricata in via Sirignano, in quella casa dove per anni aveva vissuto insieme ai figli, alla madre Anna Adele, alla zia Angelina e a due dei tre fratelli. Davanti al dramma che l'ha coinvolta, i suoi genitori hanno dato prova di unità. E così, ieri pomeriggio, papà Nicola si è precipitato ieri a casa della moglie Anna Adele per testimoniare la propria vicinanza alla figlia. «Vogliamo solo giustizia riferisce la madre di Valentina con la voce rotta dal pianto perché quel bambino non meritava di morire». © RIPRODUZIONE RISERVATA