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Caro energia, le bollette preoccupano la metà dei napoletani: solo un terzo rinuncerebbe al condizionatore

Mercoledì 20 Luglio 2022 di Ferdinando Gagliotti
L 86% dei cittadini napoletani rileva almeno una voce di spesa che potrebbe far fatica ad affrontare nell avvenire prossimo

La nuova ricerca di Changes Unipol, realizzata ed elaborata da Ipsos, ha esaminato come si stanno modificando i comportamenti e le attitudini dei cittadini di Napoli nella quotidianità dell’attuale scenario di crisi energetica e le loro preoccupazioni nel contesto della crisi bellica in Ucraina, per via delle difficoltà di approvvigionamento di energia e del rincaro dei prezzi.

Stando ai dati, il 95% dei napoletani si dice già attivo o intenzionato ad adottare comportamenti virtuosi di risparmio energetico. Sarebbe una notizia confortante, se non fosse che i buoni propositi perdono consensi quando si parla di comfort climatico: solo il 36% è disposto a ridurre l’uso del condizionare d’estate, il 33% a diminuire la temperatura dei termosifoni d’inverno. 

Analizzando i singoli comportamenti, anche piccole accortezze che richiedono sforzo minimo sono ancora lontane dalla piena diffusione: la riduzione degli sprechi di acqua è il comportamento più diffuso, adottato dal 60% dei cittadini, seguito dalla scelta di elettrodomestici a più basso consumo/alta classe energetica (50%), dalla sostituzione delle vecchie lampadine con quelle a led (46%) e dall’azionamento di lavatrici e lavastoviglie solo a pieno carico (45%).

Gli orientamenti dei napoletani in tema di auto sono però di buon auspicio: secondo la ricerca, tra coloro che intendono acquistarne una nei prossimi 1-2 anni, il 31% sceglierebbe un’auto ibrida con plug-in o una elettrica (17%) mentre il gradimento per le auto ad alimentazione tradizionale, in particolare GPL (15%), diesel (13%), benzina (7%) e metano (3%) risulta decisamente contenuto. Le abitudini di mobilità dei napoletani si caratterizzano, inoltre, per una bassa propensione all’utilizzo di mezzi di trasporto pubblici (31%) o in sharing (car sharing 6%, moto in sharing e bici elettrica in sharing 1%, monopattino elettrico in sharing 3%) in favore degli spostamenti in auto (59%). Un dato che deve far riflettere l'amministrazione Manfredi.

Nelle previsioni di utilizzo dei mezzi di trasporto nei prossimi sei mesi, rimane pressocché invariata la percentuale dei napoletani che predilige il ricorso all’auto pari al 56% a fronte dell’attuale 59% confermando la città di Napoli come unica grande città italiana in cui tale uso si stima resti invariato; nelle previsioni a sei mesi si riduce, invece, la percentuale dei napoletani che prevedono di ricorrere all’utilizzo di bici di proprietà dal 9% al 5%.

Con riferimento agli effetti della guerra in Ucraina, la continua dipendenza dalle importazioni di energia dall’estero risulta la principale preoccupazione dei napoletani (26%) e comunque tra le prime tre in assoluto (61%). Le altre due sono il possibile ricorso al nucleare (24%) e il rischio di non dare priorità alla transizione energetica e all’approvvigionamento da fonti rinnovabili (20%).

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In particolare, il ricorso al nucleare trova il 51% dei napoletani sfavorevoli con il 33% che dichiara come siano maggiori i rischi rispetto a benefici, sottolineando come il nucleare non sia la giusta direzione da intraprendere. L’apertura di nuove centrali a carbone e l’aumento di produzione di quelle esistenti preoccupa l’11% dei cittadini napoletani mentre destano minore inquietudine rispettivamente, la costruzione/aumento di produzione dei rigassificatori (7%) e la costruzione di nuovi gasdotti (3%).

Alla luce del rincaro dei prezzi, il 52% dei napoletani indica nelle bollette di acqua, luce, gas e telefono la spesa che avrà più difficoltà ad affrontare nel futuro. In tema di rincari e inflazione, invece, ben l’86% dei cittadini rileva almeno una voce di spesa che potrebbe far fatica ad affrontare nell’avvenire prossimo. Tra le altre preoccupazioni rilevate, il 36% dei napoletani teme di non riuscire a coprire le spese della casa per mutuo, affitto, il 31% le spese per la benzina, il 26% le spese mediche e il 23% la spesa alimentare. I costi di mantenimento e di istruzione dei figli impattano in via residuale con solo il 14% dei napoletani che manifesta preoccupazioni per la loro copertura.

Ultimo aggiornamento: 21 Luglio, 09:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA