Caronte non abita più qui: la grotta in rovina da tre anni

di Pasquale Guardascione

POZZUOLI - E siamo al terzo anno. La grotta Bagno della Sibilla sulla sponda occidentale del lago d'Averno è chiusa ai visitatori e dimenticata. Inutili appelli, mobilitazioni. Il sito archeologico citato da Virgilio nel sesto libro dell'Eneide è interdetto alle visite da quando Carlo Santillo, accompagnatore storico della grotta soprannominato Caronte, accusato qualche acciacco di vecchiaia, è andato in pensione.

I rifiuti di ogni genere, preservativi inclusi, lungo il sentiero ormai impraticabile sono saliti di spessore e livello dalla fine del 2014. Il posto dei turisti l'hanno preso le coppiette. Testimonianze del continuo passare di innamorati sono i fazzoletti, i preservativi che ormai formano una vera e propria discarica del sesso.

«E' un vero peccato che la grotta sia ridotta in questo stato» dice Giona che ricorda come il sito fosse sede di spettacoli teatrali. Per la sua suggestione era un sito di grande attrattiva molto richiesto e visitato sia da turisti italiani che stranieri negli anni. Oggi però chi arriva assiste al triste scenario di degrado e abbandono e fa immediatamente marcia indietro. La scavarono i romani, un camminamento militare, una via di fuga. Oggi un budello costeggiato da anfratti. Si trova in una proprietà privata e la soprintendenza ai beni archeologici aveva condizionato le visite in base alla disponibilità offerta dal proprietario del fondo.
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Giovedì 8 Febbraio 2018, 10:16 - Ultimo aggiornamento: 08-02-2018 10:24
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