Caruso professore universitario, scoppia la bufera

Si scatena a Catanzaro la polemica per la decisione dell'Università Magna Grecia di affidare all'ex parlamentare di Rifondazione comunista ed ex esponente no global Francesco Caruso una cattedra in Sociologia dell'ambiente e del territorio.



A quanti polemizzano sulla decisione dell'Ateneo ha replicato l'ex deputato il quale ha evidenziato che la scelta dell'Università si è basata sul suo curriculum. Il primo ad aver sollevato il caso è stato il presidente del consiglio comunale di Catanzaro, Ivan Cardamone (Forza Italia), il quale aveva osservato che «l'università di Catanzaro è statale e allora mi sembra normale sollevare un problema di opportunità morale ora che è stato affidato un incarico a Francesco Caruso. Non voglio entrare nel merito delle valutazioni effettuate dalla commissione, il mio dubbio infatti è sull'opportunità di affidare la formazione di studenti ventenni, a chi si è reso protagonista di fatti controversi e le cui idee politiche sono quantomeno discutibili».



A far eco alla polemica di Cardamone era stato il segretario del sindacato di polizia Coisp della Calabria, Giuseppe Brugnano, secondo il quale si tratta di una «nomina francamente inspiegabile che ci indigna e ci preoccupa per la ricaduta che potrebbe avere sugli studenti. A parlare chiaro è il curriculum del signor Caruso, noto alle cronache per essere stato uno dei principali artefici della rete no-global del G8 di Genova, per aver seminato marijuana nei cortili della Camera dei Deputati». E dopo le polemiche oggi si è fatta sentire anche la voce dell'ex deputato di Rifondazione Comunista.



«Guardiamo all'aspetto positivo - afferma Caruso - di questa vicenda e cioè che esiste nel capoluogo calabrese un'istituzione di un certo rilievo, come l'università Magna Grecia, dove puoi insegnare anche senza avere padrini, padroni e padreterni alle spalle. Pur senza conoscere nessuno, mandi il curriculum e vieni valutato per quello che sei: dovrebbe essere la normalità, e invece già questo rappresenta un atto quasi 'rivoluzionario' in un ambiente come quello dell'accademia in Italia ancora soffocato da baronati e nepotismo».



In favore di Caruso si è schierato il segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, il quale ha evidenziato che «l'impegno di Francesco Caruso nei movimenti sociali, di recente tra l'altro incoraggiati persino dal Papa, viene stigmatizzato richiedendo sostanzialmente la messa al bando di un ricercatore sulla base della sua biografia politica». Per il segretario della Cgil della Calabria, Michele Gravano, gli attacchi di cui è stato oggetto Francesco Caruso «manifestano chiusura culturale e concezioni di destra e illiberali».



Ed infine i componenti del direttivo dell'Associazione Nazionale Sociologi hanno stigmatizzato il loro mancato coinvolgimento nella scelta e si sono chiesti come mai «sono stati utilizzati i criteri di scelta che allo stato attuale promuovono la cultura senza promuovere l'esempio».
Martedì 13 Gennaio 2015, 17:01 - Ultimo aggiornamento: 13-01-2015 17:03




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