Casandrino, l'antimafia ferma i lavori
di ampliamento del Comune

Giovedì 28 Ottobre 2021
Casandrino, l'antimafia ferma i lavori di ampliamento del Comune

I lavori di ampliamento della casa comunale in via Alveo Fodina sono fermi dal mese di giugno. Sos della minoranza al prefetto. Lo stop, perché la ditta consorziata è stata colpita da interdittiva antimafia. «A breve riapre il cantiere - annuncia il sindaco di Casandrino -. È stato necessario completare l'iter per la sostituzione dell'impresa». Il progetto di ampliamento della casa comunale vede la luce nel 2014. Parte però dopo una querelle durata alcuni anni. Motivo ostativo, un vincolo idrogeologico: l'area è infatti considerata «zona rossa». Importo dei lavori sei milioni e 275mila euro. Nelle more dell'esecuzione dell'ampliamento, gli uffici comunali traslocano al pian terreno del nuovo plesso scolastico, di via De Angelis. Stessa sorte anche per la guardia medica. I lavori sono aggiudicati al Consorzio Cooperative Costruzioni che a sua volta, con cessione di ramo d'azienda, li affida a una ditta consorziata. Destinataria però, a fine maggio, di una interdittiva antimafia emessa dalla prefettura. Agli inizi di giugno arriva quindi lo stop. Il cantiere chiude i battenti. E tutto versa nell'abbandono. Un mese fa il container, utilizzato prima della dismissione dal 118, e dove venivano poi conservati gli attrezzi, prende fuoco. Incidente? Atto vandalico? Non è stato possibile accertarlo. Il tempo passa e di ripresa però non se ne parla.

Una situazione di stallo che i 5 consiglieri di minoranza del gruppo Nuove Prospettive decidono di segnalare al prefetto nonché all'ufficio tecnico, al sindaco e all'assessore ai lavori pubblici. Lavori che non ricominciano «nonostante il comune abbia liquidato il primo stato di avanzamento per diverse centinaia di migliaia di euro sia alla direzione lavori che alla ditta esecutrice», si legge nel documento sottoscritto da Antonio Auletta, Rosa Chianese, Angelo Chianese, Giuseppe Salzano e Antonio Tauletta. I quali chiedono di conoscere ufficialmente «le cause dello stop, atteso che secondo notizie di stampa (facilmente reperibili on line), sarebbero addebitabili al provvedimento di interdittiva antimafia emesso dal Prefetto nei confronti della ditta consorziata (quella che stava eseguendo i lavori) con il Consorzio Cooperative Costruzioni». Paventando il rischio «concreto, di poter perdere il finanziamento e di dover restituire alla Regione quanto fino a oggi speso senza veder completata l'opera». Il consigliere Angelo Chianese dice: «È necessario che i lavori riprendano quanto prima in piena legalità e trasparenza e che l'ente non rischi di perdere il finanziamento faticosamente ottenuto nel 2014 e che allìepoca la cosiddetta zona rossa impedì l'inizio lavori (vincolo fortunatamente oggi non più esistente in quella zona ma altrove)».

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A chiarire lo stato dell'arte è il sindaco Rosa Marrazzo: «I lavori riprenderanno presto, e non certo per la sollecitazione della minoranza. Purtroppo, dopo l'interdittiva antimafia è stato chiesto al Consorzio di onorare l'impegno assunto e di indicare una nuova azienda che potesse completare i lavori. Un iter non breve, anche per la pausa estiva spiega il primo cittadino È stato necessario promuovere diversi incontri, per la sostituzione della ditta, per verificare se quella nuova indicata godesse del nulla osta della Prefettura, che ci ha inviati tutti i certificati, quantificare i lavori già eseguiti e quelli da realizzare».
 

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