Case occupate dai clan a Napoli, mano dura del prefetto: al vaglio 50 sequestri

Sabato 27 Novembre 2021 di Leandro Del Gaudio
Case occupate dai clan a Napoli, mano dura del prefetto: al vaglio 50 sequestri

Un approccio complesso per un problema complesso. Con soluzioni drastiche, tutt'altro che improvvisate. È questo il metodo che verrà usato per affrontare l'emergenza legata all'occupazione delle case comunali e dello Stato a Napoli e nella sua sconfinata area metropolitana. Due ore di confronto a porte chiuse - comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza -, padrone di casa il prefetto Claudio Palomba. C'è una prospettiva sul tavolo: procedere al sequestro di una cinquantina di case, ovviamente sulla scorta delle doverose verifiche della Procura di Napoli e degli organi competenti. Usare il bisturi, ma anche la mano pesante, lì dove è necessario. È questo l'indirizzo del prefetto, per imprimere una svolta - all'insegna della deterrenza - rispetto a un fenomeno da tempo radicato e per molti versi impunito. È lo scenario raccontato in questi giorni, con l'espropriazione di case pubbliche da parte di soggetti in odore di camorra, culmimata in alcuni episodi diventati paradigmatici. Qualche esempio? Pochi giorni fa, è stato il parroco della chiesa Immacolata a Pizzofalcone, don Michele Pezzella a lanciare i propri strali al termine della sua omelia. Un intervento che ha sollevato il caso della professoressa Carlotta, una docente di 90 anni che è attualmente costretta a vivere in Irpinia, perchè la sua abitazione è stata espropriata dal clan Elia. Ricordate quelle foto? Libri e mobili gettati in strada, qualcuno che ha operato uno sfratto alla luce del giorno, forte di anni di impunità. Due settimane fa, il Mattino aveva parlato anche del caso di Luisa Desiderio, costretta a vivere a Barcellona (dopo aver perso la casa a Ponticelli), fino alla beffa di verdersi consegnate ingiunzioni di pagamento da parte del Ministero per la badante assunta a suo nome dai nuovi inquilini. Ma torniamo al comitato di ieri mattina. Presenti i vertici istituzionali cittadini, si è discusso anche di altri due punti cardine: la necessità di fronteggiare il covid tramite i controlli del super green pass (a partire dal 6 dicembre); e la gestione dell'ordinanza che prova a disciplinare il flusso di turisti e visitatori nel centro storico, a ridosso dei decumani, nell'incantevole tracciato di San Gregorio Armeno. 

Come raccontato ieri dal Mattino, si procede dal 4 dicembre con il senso unico pedonale e l'ingresso contingentato ai varchi, in uno scenario in cui la Prefettura è in campo per garantire sicurezza per tutti: ci sarà un massiccio impiego di vigili urbani agli ordini del comandante Ciro Esposito, con sei presìdi (in campo 50 tra agenti e volontari della Protezione civile con megafoni per indurre a usare le mascherine), ma anche mezzi Asia per le sanificazioni. 

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Ma non è tutto. Altro tema caldo riguarda il tentativo di arginare il contagio antivirus, nei giorni della campagna di sensibilizzazione per le terze dosi, ma anche nei giorni in cui spaventano le varianti. E lo Stato mette in campo il supergreen pass che impone un certificato ministeriale anche solo per entrare in un bus o svolgere qualsiasi attività a contatto con il pubblico. Cosa avverrà dopo il sei dicembre (giorno dell'avvento del nuovo certificato)? Martedì prossimo è prevista una nuova riunione in Prefettura per organizzare la rete dei controlli. Saranno convocati esponenti di aziende dei trasporti e autorità sanitarie, in vista di una rete di controlli all'interno di bus e convogli ferroviari. Blitz di ispettori per verificare se saranno rispettati i certificati ministeriali per gli utenti in viaggio da un punto all'altro dell'area metropolitana. Ma torniamo alla storia delle case abusive. Come è facile immaginare, il sequestro di appartamenti nelle mani della camorra è solo una misura adottata in emergenza al cospetto di un problema decisamente complesso. Come ha spiegato il prefetto, nell'edizione del Mattino di lunedì scorso, serve massima sinergia di tutti gli attori istituzionali. Prefettura, Comune, Procura in campo per un monitoraggio: è la task force che punta a fare chiarezza dopo decenni di caos e impunità. 

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