Casoria, la sala slot nel palazzo
​della scuola: la rivolta dei genitori

Venerdì 11 Ottobre 2019 di Paolo Barbuto
Inviato a Casoria

L'uomo ha una camicia bianca e tiene per mano una bellissima bimba appena uscita dalle lezioni: «Finalmente qualcuno s'è accorto di questa vicenda. Non trovate scandaloso che ci sia quella sala scommesse a un metro dall'ingresso della scuola?». Parla con enfasi, è preoccupato, s'arrabbia perché una parte dei genitori è distratta di fronte a quella situazione, dice che immediatamente scriverà a tutte le autorità per chiedere ragione e capire se è corretto che «i nostri figli passano lì davanti ogni giorno e alla fine considereranno normale quel luogo che può condurli alla ludopatia».

 

LA SALA
Casoria, 80mila abitanti attaccati alla città di Napoli; mattina bollente d'ottobre, piazza Pisa, ingresso della succursale della Moscati-Maglione dove studiano i ragazzi delle medie. A un passo dal portone c'è la sala slot che, è bene chiarirlo fin da subito, ha tutti i permessi e non viola nessuna norma. Solo che in un momento in cui si cerca di condurre una lotta seria alla ludopatia, è strano vedere quei bambini che sciamano davanti alla sala slot. Ed è un pugno allo stomaco ascoltare una mamma che si dice convinta: «So che il mio bambino è entrato lì a scommettere».
Il gestore della sala è un omone dall'aspetto burbero che sorride quando stringe la mano e s'incupisce quando sente l'accusa: «No, non scherziamo. Qui dentro entrano solo maggiorenni. Forse qualche mamma s'è impressionata perché i bambini si fermano sulla soglia a giocare con il mio cane che ama carezze e coccole. Ma quei ragazzini restano sul marmo d'ingresso e non consento a nessuno di dire il contrario».
LA SFIDA
Virginia De Robbio è una docente di lungo corso abituata alle sfide e approdata alla Moscati-Maglione da poco più di un mese. La scuola vive in diversi istituti, perciò deve rincorrere ogni esigenza facendo chilometri e mantenendo una concentrazione da asceta: «Seguiamo con attenzione maniacale i ragazzi, non ci risulta nessun caso di ludopatia e nemmeno un interesse dei ragazzi verso quella sala scommesse. A dire la verità da parte dei genitori non è giunta nessuna segnalazione. Ma adesso, di fronte a questa segnalazione, ci attiveremo per approfondire». La dirigente, spiega che la vicinanza con quella sala slot l'aveva ovviamente notata e non le piace per niente, ma siccome tutto è nella norma non ha potuto prendere iniziative.
La scuola si trova in una porzione dell'istituto delle suore Stimmatine, la pia casa arcivescovile per sordomuti. Le suore cedono in fitto anche tutti i negozi lungo la facciata, compresa la sala slot. Nessun dubbio etico da parte delle religiose? La domanda non ha risposta: ieri mattina la superiora aveva impegni urgenti e non ha potuto risponderci.
IL REGOLAMENTO
Agli uffici sale scommesse del Comune di Casoria alza la cornetta un addetto che ne sa poco, chiede a un collega meglio informato: «Non esiste nessuna norma che regolamenta i permessi per le sale scommesse. Però non è colpa nostra, manca la legge regionale di riferimento perciò ognuno fa come vuole». Vero, la legge regionale non esiste. È in sottocommissione dopo la presentazione di diverse proposte da varie sponde politiche: bisognerà cercare di unificare tutto e provare a scrivere una legge. Nel giro di un mese dovrebbe arrivare in commissione, poi si avvierà un'iter dai tempi imprecisati.
LA PROMESSA
La questione fa saltare sulla poltrona il sindaco Raffaele Bene eletto prima dell'estate con una lista civica: «È vero, qui a Casoria non esiste un regolamento sulle sale scommesse. Me ne rendo conto solo adesso e sono arrabbiato con me stesso per non averci fatto caso in questi primi mesi di gestione amministrativa». L'ammissione onesta rende umana la contrizione del primo cittadino il quale spiega di avere figli piccini e si sente vicino alle proteste dei genitori: «Quel regolamento sarà fatto. Subito. E siccome mantengo quel che dico, mi muoverò immediatamente affinché la bozza venga realizzata e arrivi in tempi stretti in consiglio comunale per gli eventuali emendamenti e l'auspicabile varo. Se tutto andrà bene entro fine anno avremo un regolamento che governerà orari di apertura e distanza minima delle sale scommesse da scuole e luoghi di aggregazione. Questo è un mio impegno».
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