Antimo Giarnieri ucciso per errore a Casoria, i due imputati rifiutano il rito abbreviato

Martedì 30 Novembre 2021 di Anna Menale
Antimo Giarnieri

È terminata l’udienza preliminare del processo per l’omicidio di Antimo Giarnieri, 19enne di Casoria ucciso per uno scambio di persona il 7 luglio 2020 con 8 colpi di pistola calibro 7.65. Il reale obiettivo dell'omicidio era Ciro Lucci, 25enne pregiudicato in conflitto con il clan dei Moccia. Nel corso delle indagini, iniziate a fine luglio 2020, furono raccolte varie testimonianze che condussero i carabinieri ai colpevoli: Tommaso Russo e Ciro Sannino, già noti alle forze dell’ordine per reati di estorsione. 

Durante l’udienza preliminare, che si è svolta davanti al gip Campanaro, la famiglia di Antimo - difesa dall’avvocato Michele Basile - si è costituita parte civile. Gli imputati Tommaso Russo e Ciro Sannino, invece, hanno rifiutato il rito abbreviato - che avrebbe implicato la riduzione di un terzo della pena prevista - e scelto di proseguire con il rito ordinario. I due, quindi, dovranno affrontare l’intero processo per omicidio volontario premeditato, rischiando fino a 21 anni di carcere.

 

 

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