La sfida al racket di Castellammare: «Denunciate, insieme si può»

Sabato 19 Gennaio 2019 di Fiorangela d'Amora
La sfida al racket di Castellammare: «Denunciate, insieme si può»

I colori sono quelli della città, giallo e blu, per un volantino che arrivi dritto al cuore di commercianti e imprenditori vittime del racket e usura. «Insieme si può» lo slogan chiaro e leggibile invita la città di Castellammare a reagire, a chiedere aiuto contro la criminalità, contro le mafie che in modi diversi si impongono sul territorio. L'iniziativa parte dal Comune stabiese in collaborazione con il Circolo della Legalità coordinato dal presidente di Sos Impresa Luigi Cuomo. «La lotta alla criminalità è uno dei pilastri della nostra azione amministrativa», spiega il sindaco Gaetano Cimmino: «Questo progetto, il primo che punta a contrastare il racket e l'usura, mira a fornire gli strumenti a tutti i cittadini che sono vittime di estorsione. Non sono soli, lo Stato è dalla loro parte. Il lavoro delle forze dell'ordine deve essere facilitato anche dalla collaborazione di tutti».
 
Al tavolo, nell'aula Falcone e Borsellino di Palazzo Farnese, assieme al sindaco c'è l'assessore alla legalità Gianpaolo Scafarto e Cuomo, che da alcuni mesi gestisce in città, in un bene confiscato alle mafie, il primo Circolo della Legalità Intercomunale. «L'operazione Olimpo che nel mese di dicembre ha portato all'arresto di capi e gregari di 4 cosche, ma anche di imprenditori, conferma che il racket è un crimine diffuso e noi pensiamo che questi fenomeni non siano legati solo all'epoca dell'operazione ma siano ancora presenti», spiega Cuomo, che ha un'esperienza decennale nella lotta all'usura: «Il circolo è attivo da pochi mesi - continua il presidente di Sos impresa - e in poco tempo è diventato un punto di riferimento per associazioni e privati. Solo con il tempo riusciremo a farci conoscere, a diffondere fiducia nei cittadini. L'idea e la realizzazione della brochure è partita dall'amministrazione, a noi il compito di adozione sociale delle persone che telefonando vorranno chiederci aiuto. Non imponiamo la nostra azione ma siamo da supporto per chi deciderà di reagire. Che si sappia lo Stato è più forte delle mafie».

Eppure ieri nel palazzo di città non c'era la città, non c'erano i commercianti, a eccezione del presidente dell'Ascom Confcommercio Jhonny De Meo. «Abbiamo condiviso con il presidente dell'Ascom - spiega Cuomo - l'opportunità di un incontro riservato con i soci nella sede dell'associazione ma a porte chiuse. I commercianti hanno assunto il loro impegno. Bisogna rompere questo muro e avere il coraggio di parlare. Il silenzio è l'arma più pericolosa della criminalità». Sarà compito dell'assessorato alla Legalità fare in modo che dalle parole si passi ai fatti. «Andremo in ogni condominio, in ogni cassetta delle lettere per lanciare un messaggio importante: denunciare conviene. Questa amministrazione - spiega Gianpaolo Scafarto - vuole promuovere la cultura della legalità e contrastare efficacemente anche il potere criminale. Insieme si può non è solo il nome della campagna ma anche il nostro credo: con un personale qualificato e con interventi mirati, insieme possiamo consegnare alla giustizia gli estorsori».

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